In Vita privata di Rebecca Zlotowski, regista e sceneggiatrice francese, Jodie Foster è Lilian, una psichiatra americana trasferitasi a Parigi che vive una vita monotona e precisa, registra maniacalmente su nastro ogni seduta e ha evidenti problemi relazionali sia con il figlio, che non va mai a trovare, che con l’ex marito, col quale sembra esserci ancora fiamma. Lilian è cinica e fredda, una brava terapista ma nulla di più e nulla di meno.
Tutto però cambia quando una sua regolare paziente, Paula, muore. Un apparente suicidio, ma Lilian ci vede dietro qualcosa di più e inizia a indagare.
Intrigante e leggero, Vita privata riesce ad essere quel mix perfetto tra dramma e ironia che solo il cinema francese sa fare così bene. Zlotowski gioca con le nostre menti e con quella della stessa Lilian, che per scoprire cosa è successo davvero si affida alle mani di una sorta di sciamana ed è costretta a mettere in discussione tutto il mondo in cui ha sempre creduto.
Il meccanismo giallo del film è molto semplice e non particolarmente originale, ma non di meno reso coinvolgente dalle investigazioni bizzarre di Lilian, una Jodie Foster come sempre eccellente, e dell’ex marito Gabriel, una sorta di spalla comica molto gradevole interpretata dall’attore francese Daniel Auteuil. Altrettanto riuscite le interpretazioni di Mathieu Amalric, nel ruolo del marito di Paula, il sospettato principale, e Vincent Lacoste che è Julien, lo scontento e dimenticato figlio di Lilian.
Tra vite passate, sospetti e incertezze, lo stesso pubblico verrà messo alla prova: quello che vede Lilian è vero o falso? Dovremmo fidarci della pura psicologia, del ragionamento di una buona psichiatra o mettere tutto in dubbio, persino la realtà in cui viviamo? Vita privata non è solo un giallo o un thriller, ma una fine analisi sulla psichiatria e su Lilian. Quello che la donna deve davvero mettere in discussione è la sua stessa vita di cui, attraverso l’indagine su Paula, cercherà pian piano di riprendere le fila, rendendosi conto che non tutto è esattamente come vuole o pensa lei e che per essere una buona psichiatra deve ascoltare, ascoltare davvero.
Maddalena Villa
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