In Murder Mistery 2, Nick e Audrey Spitz sono investigatori privati da ormai quattro anni, dopo le avventure che li avevano visti protagonisti a Montecarlo. Accettando l’invito del loro amico, Vikram “The Maharajah” Govindan, a partecipare al suo matrimonio sulla sua isola privata, sperano in un fine settimana di relax e di vacanza per poi tornare alle indagini che da qualche tempo li vedono in difficoltà. Tutto precipita, però, quando Vikram viene rapito…

Sequel del fortunato e divertente Murder Mistery, il secondo episodio – diretto da Jeremy Garelick – vede ancora protagonisti Jennifer Aniston (Audrey) e Adam Sandler (Nick) nei panni di due investigatori privati un po’ improbabili ma coraggiosi e dotati di fantasia. Il problema di questo secondo episodio – anche questo realizzato per Netflix – è che la trama risulta meno avvincente e gialla del primo film. Alla piattaforma non mancano mezzi economici, infatti si vede che il film è stato realizzato con un budget di non pochi milioni di dollari, ma la sceneggiatura spinge molto sul lato avventuroso, spettacolare e action, piuttosto che incuriosire lo spettatore rispetto a indovinare chi sia il colpevole del rapimento, tanto che quando l’arcano si svela, si rimane poco sopresi. Quanto ai dialoghi, si cerca la battuta ad effetto, soprattutto il personaggio di Nick, con qualche doppio senso di troppo. Nel cast appaiono anche, in ruoli un po’ poco riusciti e sviluppati, Mélanie Laurent (nei panni di Claudette, promessa sposa di Vikram) che è il pretesto produttivo per andare a girare il film in parte a Parigi, e Mark Strong (nei panni di Miller, un paramilitare doppiogiochista). Quanto ad Aniston-Sandler, come coppia cinematografica funzionano bene per intesa, complicità e mestiere ma è un po’ poco per salvare il film.

Stefano Radice

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