Uno Rosso vede Chris Evans nei panni di Jack O’Malley, che non ha mai creduto a Babbo Natale e che in un flashback iniziale è un bambino capace anche di rovinare la magia del Natale ai suoi innocenti cugini. Trent’anni dopo, è un padre fannullone che non si prende la briga di andare a prendere il figlio Dylan (Wesley, figlio di Jimmy Kimmel) a scuola, mentre si riprende dai postumi di una sbornia. Jack è anche un giocatore d’azzardo e un hacker informatico (noto come “Il Lupo”) capace di infiltrarsi in una struttura governativa per conto di un suo sconosciuto cliente del dark web (che potrebbe anche essere un terrorista). Un personaggio orribile, insomma, eppure Evans è completamente coinvolgente, avendo la rara capacità di esprimere autentico sconcerto per tutto ciò che sta per capitargli. Poi di colpo si aggiungono una serie di bizzarre creature, supervisionate dalla MORA (Mythological Oversight and Restoration Authority), l’autorità segreta che gestisce streghe, troll, goblin e sì, persino Babbo Natale (J.K. Simmons) al Polo Nord da centinaia di anni. La direttrice del MORA (Lucy Liu) gestisce squadre di piccoli elfi-goblin-coniglietti, un orso polare parlante, le gigantesche renne di Babbo Natale e una squadra d’élite di agenti dell’Enforcement, Logistics and Fortification (ELF) guidata da Callum (Dwayne Johnson).
Ma bisogna strizzare non poco gli occhi per distinguere molti di questi esseri fantastici, perché la visione del Polo Nord di Uno Rosso è più cupa della Gotham City di Tim Burton. In mezzo a una landa desolata (CGI) immersa in una mezzanotte permanente, una delle prime scene d’azione in cui i cattivi rapiscono Babbo Natale in base alle informazioni di Jack, è quasi incomprensibile, girata in un mare di neri e marroni scurissimi (oddio, l’oscurità del resto è anche accurata, poiché il Polo Nord durante l’inverno è sempre al buio, quindi anche se potrebbe sembrare completamente monocromo, il film ha dalla sua un certo realismo). Alla ricerca di Babbo Natale, la squadra di ELF di Callum cattura Jack, che non ha idea di chi possa essere il suo cliente, ma riesce a rintracciarlo. E poche ore prima di Natale, questo ELF d’élite (che può trasformarsi in un elfo in miniatura con un clic dei tacchi) e l’hacker si uniscono per salvare le feste. Così Callum riscopre la magia del Natale e Jack impara come diventare un padre migliore e a togliersi dalla lista natalizia dei cattivi.
Uno Rosso, diretto dal modesto Jake Kasdan (figlio del grande Lawrence, che ebbe una breve ma intensa carriera di successo tra gli anni 80 e 90 con film come Brivido caldo, Il grande freddo, Turista per caso e Grand Canyon) riprende vita praticamente in due sequenze: la prima è un’escursione ai Caraibi per rintracciare Ted (Nick Kroll), l’intermediario tra Jack e il suo misterioso cliente, che si conclude con una lotta di pupazzi di neve davvero divertente sulla spiaggia e nei baretti, quando la cattiva Gryla, la strega di Natale (Kiernan Shipka), scopre che Callum e Jack sono sulle sue tracce. Per un fugace momento, ci vengono regalate delle immagini luminose mentre il film si prende una vacanza (fin troppo breve) dalle sue immagini cupe. Ma il momento clou arriva in un mondo fantasy ancora più dark: una sorta di castello bavarese governato da Krampus (Kristofer Hivju) e pieno di gargoyle, orchi, ciclopi e altri mostri. D’altra parte le motivazioni della “Strega di Natale” sono poco chiare come le immagini del film. La strega malvagia vorrebbe imprigionare tutti quelli sulla lista dei cattivi di Babbo Natale e imprigionarli in palle di neve per rendere il mondo un posto migliore. Beh, non sarebbe male. E perché i nostri eroi vogliono salvare tutti i cattivi?
Uno Rosso ha ovviamente i numeri per diventare un campione d’incassi, e c’è abbastanza da tenere il pubblico svagato per la maggior parte della durata, almeno finché le cose non diventano eccessivamente sentimentali durante il finale. E mentre Johnson è in gran parte rigido come un bastone nel suo ruolo (anche se strappa ancora qualche risata lasciando cadere battute con la sua caratteristica interpretazione impassibile), bisogna concedere che Evans, Simmons e Hivju sono personaggi capaci di regalare un po’ di sano divertimento.
Beppe Musicco
Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema
Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del Cinema