Prodotto da James Cameron e girato con la stessa tecnica e le stesse macchine da presa che hanno permesso la realizzazione di Avatar, Sanctum 3D è un buon b movie dallo straordinario impatto visivo. La storia è molto semplice: un gruppo di speleologi, un paio di rocciatori; l'uragano che scoppia all'improvviso e che rende impossibile qualsiasi via di fuga. Anche la caratterizzazione dei personaggi è elementare, dominata com'è dalla contrapposizione fortissima tra Frank e Josh, padre e figlio, che fanno fatica a sopportarsi almeno fino al catartico finale. Tipici elementi da b movie: la caratterizzazione semplice, la trama ridotta all'osso, l'utilizzo di caratteristi in ruoli di primo piano e anche tipici elementi del cinema cameroniano che da Avatar indietro nel tempo non ha mai brillato per complessità e approfondimento psicologico. Anzi, a ben vedere, è proprio attorno alla contrapposizione, molto spesso divenuta vero e proprio duello fisico e mentale, che Cameron ha costruito i suo film maggiori: uomo vs donna e donna vs alieno femmina in Aliens – Scontro finale; uomo vs macchina nei due Terminator, ricco vs povero in Titanic; natura vs potere in Avatar. Così Sanctum è pienamente un film di Cameron non solo da un punto di vista tecnico con quelle vedute aeree su un pianeta rigoglioso che tanto assomiglia ad Pandora e le immersioni claustrofobiche di The Abyss o con quella cura formale che ha sempre contraddistinto il regista di origine canadese ma anche e soprattutto da un punto di vista tematico: l'esplorazione di un mondo nuovo; la sfida con se stessi; il duello con il padre; la ribellione di una Natura “buona” (“segui la grotta, fidati di lei”, suggerirà il padre al figlio nella scena madre”) allo strapotere tecnologico dell'uomo. Un buon film da un punto di vista formale viziato solo da alcune semplificazioni narrative o da dialoghi sin troppo didascalici: la sequenza in apertura con cui si spiega con l'ausilio del 3D nel 3D a che punto è la missione; il momento chiarificatore piuttosto debole tra padre e figlio nel finale.,Simone Fortunato,