L’attimo fuggente (1989) diretto dal regista australiano Peter Weir racconta la storia di un gruppo di adolescenti frequentanti l’elitaria quanto austera accademia di Welton, nel 1959 in Vermont. All’inizio del film, grazie a una sapiente costruzione narrativa, abbiamo in poche scene il quadro generale in cui sono immersi i protagonisti. Da una parte c’è la scuola, fondata sui pilastri di tradizione, onore, disciplina ed eccellenza, e dall’altra ci sono le famiglie degli studenti, ugualmente severe e tradizionaliste, che sembrano avere come unico obiettivo quello di avere figli avvocati, medici e ingegneri. Il dissidio latente fra genitori e figli emerge soprattutto nello scambio di battute fra Neil Perry (il giovane che più di tutti può essere considerato il protagonista della storia) e suo padre, probabilmente uno dei più spietati della storia del cinema.
In una scuola come questa, la letteratura e in particolare la poesia non potrà mai avere un posto di rilievo. Ma ecco che a rivoluzionare questa concezione arriva un nuovo professore di letteratura moderna, John Keating. Il professore, interpretato da un bravissimo Robin Williams, entra in classe con un obiettivo diverso da quello del semplice insegnamento di una materia. Desidera aprire la mente dei ragazzi, educarli al pensiero libero e alla lotta contro il conformismo, ma soprattutto a cogliere il carpe diem (l’attimo fuggente del titolo italiano). Per farlo, utilizzerà rivoluzionari metodi di insegnamento con cui pian piano conquista gli studenti. Riuscirà a far breccia nel cuore dei protagonisti che rifonderanno, in gran segreto, la “società dei poeti estinti” (Dead Poets Society è il titolo originale), prendendo il nome da un gruppo che a suo tempo aveva creato il professore quando aveva la loro età e frequentava la stessa accademia. Tra tutti, quello che rimane più conquistato dagli insegnamenti di Keating è Neil Perry, che decide, di nascosto dal padre, di partecipare a uno spettacolo teatrale.
Romanticismo e pathos raggiungono l’apice nell’ultima mezz’ora di film quando accade un tragico evento che cambia i destini di tutti. Non basta il (famosissimo) epico finale a risollevare gli animi: ai titoli di coda ci si ritrova, infatti, sì emozionati, ma anche spiazzati. Il motivo forse è da ricercare nella premessa iniziale, quando il professore esorta gli studenti a cogliere l’attimo perché in fin dei conti “siamo cibo per i vermi”. Con una premessa come questa, il gesto drammatico che si compie è comprensibile, perché se non siamo nulla allora niente salva, nemmeno l’amicizia con i compagni o il rapporto di stima con il professore. Punto di forza del film sono sicuramente l’impeccabile utilizzo della macchina da presa, capace di dare la giusta drammaticità ad ogni scena, e la sceneggiatura, che alterna momenti emotivamente coinvolgenti, anche se forse un po’ esasperati in alcune parti, ad altri più descrittivi e leggeri. Scena dopo scena, in un ritmo di ellissi ben calcolato, veniamo catturati dalla narrazione, ci emozioniamo per le lezioni del professore e ci entusiasmiamo per le piccole vittorie dei suoi studenti sino allo shock di fronte alla tragedia finale, girata magistralmente dal punto di vista di inquadrature e fotografia. I personaggi meglio costruiti sono sicuramente i giovani studenti di Keating, interpretati da giovanissimi talenti che rivedremo poi nel cinema negli anni successivi (come Robert Sean Leonard, che ebbe un certo successo per qualche tempo, ma soprattutto Ethan Hawke). Keating e il padre di Neil rimangono invece vittime della grande retorica del film. Sono, sotto molti aspetti, esasperati ed eccessivi, come eccessiva risulta la polarizzazione delle posizioni di conformismo vs libertà di pensiero che viene appiattita e semplificata, quando invece sarebbe l’elemento più interessante della narrazione.
Ad ogni modo è una pellicola imprescindibile quando si parla di educazione e insegnamento, che fa nascere negli spettatori tante domande e momenti di paragone proprio per la radicalità del messaggio, che sia condivisibile o meno.
Serena Spinelli