I miracoli avvengono. E lì dove la scienza e la letteratura medica non trovano soluzioni, l’amore ha le risposte e le sue certezze. Nell’emozionante film Il silenzio prima della musica (il titolo originale è Life. Support. Music. ), opera seconda di Eric Metzgar, foto, video di repertorio e interviste ricostruiscono la storia vera di Jason Crigler, un famoso chitarrista di New York. Nell’agosto 2004, durante un concerto, Jason ha un’emorragia cerebrale; Monica, sua moglie, in attesa della loro prima figlia, dopo due aborti spontanei, è lì in mezzo al pubblico. Il dolore e la malattia entrano nella loro vita improvvisamente. Le sue condizioni fisiche sembrano irreparabili. «Per i medici – scrive la moglie – Jason non aveva possibilità di salvarsi. Mi dicevano: anche con un miracolo resterebbe vivo, ma menomato per sempre. Dopo il primo choc ho deciso che avrei fatto di tutto per farlo vivere. E bene». La famiglia si stringe e con l’aiuto di medici, amici, infermieri, assiste Jason 24 ore su 24. «Per mesi – spiega il regista Metzgar – ricevevo via mail aggiornamenti occasionali sulla gravidanza di Monica e le condizioni di Jason, le operazioni chirurgiche, i regressi e tutte le altre notizie dolorose. Ma questi aggiornamenti erano più che semplici informazioni. Nelle loro lettere “illuminate” dall’intenso ottimismo vibrava un amore forte. Questa disgrazia aveva creato, o meglio, scoperto qualcosa di splendido. Il progetto del film non è iniziato subito. Eravamo tutti sotto shock. Fu molti mesi dopo che la famiglia Crigler mi chiamò e mi chiese se ero interessato a girare un documentario su Jason. In mezzo a tanta sofferenza ho pensato che il cuore del film sarebbe stato il loro profondo ottimismo. Ho cercato di raccontare l’origine della forza della famiglia, il seme della loro fede solida. Di dirigere una storia d’amore».

Il film, presentato in numerosi festival e arrivato in Italia grazie all’edizione 2008 del Festival Internazionale di Roma (vincitore del Premio Enel Cuore 2008 nella sezione L’altro Cinema – Extra), è stato visto poco al cinema, soprattutto a Roma. Ed è un film che merita di essere visto da tutti e che è la più bella (e vera) dichiarazione d’amore alla vita.

Emanuela Genovese