In Cinque secondi, Adriano Sereni è un avvocato civilista piuttosto affermato che si è allontanato dal mondo e ha affittato una stanza nelle ex stalle di Villa Guelfi, ai bordi di un bosco toscano. Infastidito da tutto e tutti, ha un grave lutto da elaborare ma è anche sotto processo per omicidio colposo. La sua amica e collega Giuliana lo invita a rendersi presentabile e a presentarsi in tribunale per difendersi. Ad Adriano non interessa la causa ma solo provare a rivedere il figlio Matteo e anche l’ex moglie che non gli vuole più parlare e che lo accusa pesantemente… Questa vita da recluso e marginale, viene interrotta quando Villa Guelfi è “invasa” da un gruppo di ragazzi e ragazze alternativi, che la occupano, allo scopo di far rivivere la vite. Tra loro c’è anche Matilde, la nipote del conte Guelfi che è incinta ma non ne vuol sapere di avere un padre per il figlio o figlia.

Queste lunghe note di trama del nuovo film di Paolo Virzì, Cinque secondi sono utili per capire che siamo molto lontani dai toni della commedia, anche amara, che spesso hanno caratterizzato il suo cinema, non ultimo il non fortunatissimo Un altro Ferragosto sequel dell’ottimo Ferie d’agosto. Coadiuvato nella sceneggiatura dal fratello Carlo e dallo storico amico Francesco Bruni, Paolo Virzì con Cinque secondi ha voluto mettere in scena il percorso di sofferenza, solitudine, senso di colpa e probabile rinascita di un uomo che ha un fardello molto pesante da reggere (no spoiler). Il volto di Adriano Sereni è affidato a un bravissimo Valerio Mastandrea che meriterebbe la candidatura ai David di Donatello per questo ruolo. Il suo personaggio si muove lentamente, a volte con fatica, parla poco e introietta la sofferenza ma sa anche aprirsi a una possibile speranza di rinascita. Cinque secondi è anche il film su un faticoso riavvicinamento tra padre e figlio. Questa parte del film, questo nucleo drammaturgico è sicuramente la parte più convincente della storia.

La speranza che Adriano prova a cogliere gli viene offerta dal gruppo di ragazzi che si ritrova come vicini. Sono allegri e spensierati e hanno molta inventiva. Su tutti svetta per personalità e carisma Matilde (Galatea Bellugi, appena vista in Tre ciotole). E’ una ragazza anticonformista, che non ne vuole sapere di istituzioni tradizionali come la famiglia; è incinta ma allontana il ragazzo che sarebbe anche il padre del nascituro o della nascitura. Adriano si fa affascinare e intenerire da Matilde e se ne prende cura, o almeno ci prova. I suoi tentativi sono goffi ma animati da buone intenzioni. Alla fine, grazie a questi ragazzi, al protagonista torna anche il desiderio di rimettersi in gioco come avvocato. Questo secondo aspetto della storia, a nostro avviso è meno convincente, forse meno nelle corde dei tre sceneggiatori e alcuni passaggi risultano un po’ scontati e forzati; ad esempio, è Adriano ad aiutare Matilde a partorire mentre si ritrova da sola nella villa perché gli amici sono andati a una cena sociale ed è sempre lui, all’improvviso, a decidere di difenderli da un possibile sgombero. Quello che è certo è che Virzì ha una simpatia per questi ragazzi e ragazze fuori dagli schemi.

Nel cast ci sono anche Valeria Bruni Tedeschi e Ilaria Spada in due piccoli ma significativi ruoli. La prima è Giuliana, collega, amica storica da sempre innamorata di Adriano e che prova a scuoterlo dalla sua apatia; la seconda, è l’ex moglie che prova un profondo rancore per l’ex marito.

Cinque secondi, che è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, ha sicuramente dei limiti ma ci sembra un film “sentito” dal regista che, chissà, in qualche modo ci ha riflesso anche il suo vissuto tormentato degli ultimi anni.  Certo, siamo lontani da film decisamente più riusciti quali Ovosodo, La pazza gioia o Il capitale umano ma il personaggio di Adriano rimane impresso nella mente e ce lo fa sentire vicino.

Stefano Radice

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