Al (Daniel Radcliffe) è un ragazzino “normale”, cresciuto da genitori immigrati dalla Polonia. Riceve un’educazione tradizionalista e il suo futuro in fabbrica come operaio sembra già stato scritto dal padre (Toby Huss). Un giorno però un venditore porta a porta bussa a casa Yankovich e mostra al piccolo Al una fisarmonica. L’oggetto meraviglioso accende subito la sua fantasia, ma il padre colto dall’inaspettata presenza dello sconosciuto lo gonfia di botte. Inizia così una spassosa e demenziale commedia che potremmo definire un fake biopic su “the weird” Al Yankovich: fisarmonicista, compositore e comico americano. Forse poco noto in Italia ma famoso negli States dagli anni ’80 per le sue parodie e le collaborazioni in vari show. Il film è la parodica ricostruzione della carriera di una rockstar che è diventata famosa parodiando le top hits. Il film raggiunge l’apice di follia goliardica con il dissing tra Al e Wolfman Jack (Jack Black) ad un festa a casa di Dr. Demento (Rainn Wilson). Davanti al meno noto membro dei Queen, John Deacon, e una pletora di posticce imitazioni di personaggi illustri (Frank Zappa, Alice Cooper, Salvador Dalì e Andy Wharol tra gli altri) The Weird improvvisa sul ritmo di “Another One Bites the Dust”.

Il film è una panoplia demenziale di riferimenti e citazioni agli anni ‘80 e ‘90. Si susseguono senza sosta concerti oceanici, improbabili scene d’azione e riproposizioni cinematografiche dei videoclip delle più famose parodie musicali del protagonista come My Bologna (My Sharona), Eat it (Beat it di Michael Jackson) o Amish Paradise (Gangsta Paradise). Compare anche il vero Al Yankovich nei panni di un avido e compiacente agente discografico. Ma il culmine il  film lo raggiunge con la storia d’amore tra Al e Madonna – interpretata dalla figlia di Marylin Manson Evan Rachel Wood – che porterà ad un roboante finale (no spoiler) in cui Al dovrà scontrarsi con Pablo Escobar.

Il cast, unica eccezione per il protagonista e Jack Black (che fa giusto una comparsata),è composto in prevalenza da volti noti delle serie tv: Rainn Wilson è Dwaight in The Office e Evan Rachel Wood è diventata celebre grazie a Westworld. A dirigere il tutto è Eric Appell, un regista decisamente minore ma specializzato in parodie e film demenziali. Questo blockbuster è un prodotto godibile: vedere Harry Potter nei panni di questo strambo personaggio è assolutamente spassoso. Il film riesce a mantenere una sorta aura mediocritas di demenzialità che riesce nell’intento di raccontare con simpatia la storia di un artista che a onor del vero ha raccontato con le sue parodie cinque decenni di scena pop americana.

Luca Cova

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