Esagerato, ridondante, traboccante di eccessi, The Avengers (diretto da Joss Whedon, sceneggiatore e produttore alla sua prima regia importante, dopo il piccolo Sci-fi Serenity e alcune scene per Thor) sembra essere fatto apposta per solleticare il dodicenne nascosto in ogni spettatore. Alcuni tra i più noti Super Eroi della scuderia Marvel (Thor, Iron Man, Occhio di Falco, la Vedova Nera, Capitan America e Hulk) vengono coinvolti da Nick Fury, direttore della segretissima agenzia governativa S.H.I.E.L.D., per difendere la Terra dall’attacco del malvagio Loki, fratellastro di Thor, che vuole aprire un portale celeste per favorire l’invasione di un esercito di mostruosi alieni. L’energia proviene da un misterioso e infinitamente potente cubo, il Tesseract (e se non capite cosa possa essere un Tesseract, divertitevi a leggere il racconto di fantascienza ‘La casa nuova’ di Robert A. Heinlein), che viene studiato nel laboratorio della S.H.I.E.L.D. come possibile fonte di energia pulita per il pianeta. Ma quando l’odioso Loki se ne impadronisce, Nick Fury (Samuel L. Jackson), deve chiamare a raccolta gli unici che possano contrastare l’invasione nemica. Oltre al consueto spiegamento di effetti speciali in 3D, combattimenti e mostruosità assortite (particolarmente efficaci le navi aliene simili a millepiedi volanti dall’esoscheletro metallico, che in pochi minuti riducono Manhattan a una discarica), il film può contare su due punti di forza non comuni: innanzitutto lo humour che pervade tutta la narrazione, grazie all’ironia di Iron Man (a Robert Downey Jr. va tutto il merito di un personaggio sopra le righe, che grazie al suo sarcasmo riesce a fronteggiare anche le situazioni più delicate o rischiose) e che assicura una serie di battute fulminanti a uso di cinefili e non. Quindi il dottor Banner/Hulk: per la prima volta nella storia cinematografica di Hulk Mark Ruffalo riesce a creare un personaggio veramente riuscito; un uomo, uno scienziato posato e competente, col suo quotidiano travaglio per mantenere l’equilibrio e fronteggiare la rabbia che lo trasformerebbe nella creatura. Ruffalo è decisamente superiore ai predecessori Eric Bana ed Edward Norton, e c’è da sperare che questo possa aprire una nuova stagione per il gigante verde. Ma tutti gli attori dimostrano di saper stare al gioco, anche quando non devono far sfoggio di muscoli (come le star del cinema i Super Eroi sono alquanto permalosi, e a metterli tutti insieme in una stanza la temperatura arriva preso al punto di ebollizione), riuscendo a valorizzare le proprie capacità (anche l’algida Gwyneth Paltrow riesce a strappare il sorriso quando duetta con Robert Downey). Consueto e spiritoso cameo di Stan Lee, lo storico creatore, e due ore e mezza di vero divertimento, con o senza il 3D.,Beppe Musicco,