Real è il nuovo lavoro della documentarista Adele Tulli, dopo Normal del 2019. La regista si immerge e, di conseguenza, immerge lo spettatore nelle nuove frontiere del “reale”, ovvero quelle del mondo della Rete, del digitale e del virtuale. Si chiede e ci chiede se questa sia la nuova frontiera della realtà. Real è un viaggio in questa dimensione dove i protagonisti sono youtuber che parlano delle loro debolezze, successi o depressioni; una cyber sex worker che – senza alcun tipo di morbosità – si fa riprendere durante una sua performance; oppure due trans, uno americano e l’altro australiano, che si ritrovano su una piattaforma di realtà virtuale senza essersi mai incontrati di persona.
Per realizzare Real Adele Tulli ha fatto un lungo viaggio di ricerca e documentazione che è partito durante il lockdown causato dal Covid, quando la Rete per lungo tempo è stato il luogo della comunicazione e del contatto visivo tra gli esseri umani, dato che di persona era quasi impossibile riuscire a incontrarsi. Real non è un documentario di facile approccio; lo spettatore è catapultato in un mondo visionario, fatto di solitudine, angoscia, fatica e anche di tristezza. Perché la Rete può attirare ma anche imprigionare le nostre vite. Un mondo in cui alle immagini provenienti dal mondo del Web in tutte le sue forme, si alternano rare riprese di una Venezia semi deserta, probabilmente girate durante il Covid o appena terminate le restrizioni. Notevole il lavoro della direttrice della fotografia Clarissa Cappellani che, insieme alla regista, ha saputo fare di Real un documentario dal forte e non scontato impatto visivo, colorato e caleidoscopico, anche se un po’ impegnativo da seguire per lo spettatore. Presentato al Locarno Film Festival.
Stefano Radice
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