Joseph (Mark Wahlberg) è un poliziotto della squadra anticrimine di New York, come il padre Burt (Robert Duvall), capo della polizia. Bobby è il figlio degenere, che ha tradito le tradizioni della famiglia Green e gestisce una discoteca per conto di una famiglia russa, in odore di mafia. Le tensioni di famiglia esplodono nel blitz della polizia nel locale di Bobby, che cerca ricchezza e divertimento e fatica ad aprire gli occhi sugli affari che gestisce per conto del boss (cui si è affezionato) sul quale indagano il padre e il fratello per spaccio di droga. Ma quando i gangster russi colpiranno il fratello, Bobby farà una decisa scelta di campo. E riscoprire l’importanza dei legami di sangue.,I padroni della notte, terzo film di James Gray (che si presentò al pubblico una dozzina di anni fa con Little Odessa), è un intenso film poliziesco che piacerà agli appassionati del genere. I suoi pregi migliori sono le interpretazioni (eccezionale come sempre Robert Duvall, notevole Joaquin Phoenix, credibile Mark Wahlberg), una fotografia che si esalta nelle numerose scene notturne, il montaggio veloce ma non frenetico, uno stile sobrio ma anche coinvolgente che riesce a risultare virile e non retorico anche quando maneggia i sentimenti. Insomma, se non avete preclusioni per il buon cinema americano di una volta, I padroni della notte – che richiama tutto il meglio del cinema di genere, Scorsese in primis – non vi farà pentire il tempo utilizzato. Ma essendo cinema di genere, per quanto girato da un autore (Gray scrive anche le sue sceneggiature) con una personalità riconoscibile, ci sarà sicuramente chi lo troverà superato, non moderno, se non addirittura mediocre. A noi che apprezziamo sia i “classici” che gli sperimentatori, purché siano onesti e convincano con il risultato finale, tali questioni sembrano fuori luogo: se non altro, perché dovremmo cancellare metà dei migliori titoli della storia del cinema,

Antonio Autieri