Sandra è una bibliotecaria femminista, indipendente e single per scelta. Quando un’imprevedibile sequenza di eventi la porta a stringere amicizia con il vicino di casa e con i suoi due figli piccoli, si accorgerà che l’affetto, l’amore e il desiderio di avere una famiglia possono prendere forme non convenzionali e che mai nella sua vita si sarebbe aspettata di poter sperimentare.

Presentato in concorso nel 2024 nella sezione Orizzonti all’81ª Mostra del Cinema di Venezia (ma uscito nelle sale solo nel 2025), L’attachement diretto dalla regista francese Carine Tardieu elegge a protagonista Valeria Bruni Tedeschi in un personaggio che le permette di uscire dai ruoli stereotipati nei quali ormai da anni sembrava ingabbiata: meno folle del solito, più posata e riflessiva, la sua Sandra è una donna solo apparentemente distaccata, che si prende a cuore un dramma che non le apparterrebbe, rimanendone coinvolta al punto tale da rivoluzionare la sua intera esistenza.

Intorno a questo cambiamento – e a quello del co-protagonista Alex, ovvero Pio Marmaï – ruota L’attachement, un’opera piena di battute divertenti e di momenti dolcissimi (soprattutto grazie al piccolo protagonista, l’irresistibile Cesàr Botti), che tuttavia non può fare a meno di rimanere incastrata in dinamiche poco realistiche e in qualche retorica di troppo: le scenette ben fotografate e con una camera che spesso indugia sulla dolcezza degli sguardi non sempre sono sufficienti per sfondare il muro della fiction e catturare davvero lo spettatore in un mondo troppo spesso animato da casualità, sviluppi ed esiti improbabili. E se anche il tema del lutto e della sua difficoltosa elaborazione torna a più riprese, in pochi, rarissimi casi, lo sviluppo narrativo ha svolte sufficientemente complesse da permettere allo spettatore di sviluppare empatia coi protagonisti.

Fondamentalmente sbrigativo, anche se ben confezionato e godibile in tutte le sue parti, il film della Tardieu non riesce dunque a rompere il velo delle apparenze, vagando per tutta la sua durata su una pur piacevole superficie.

Letizia Cilea

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