A Madrid, nell’appartamento di Alberto si tiene la programmata riunione di condominio. Tema, la sostituzione dell’ascensore. Tutto fila liscio, l’ordine del giorno è approvato. Al momento dei saluti, quando Alberto distrattamente annuncia che ha affittato casa sua a un collega con un problema mentale, la situazione si complica e precipita. Alberto viene messo sotto processo dai condomini che non vogliono che nella palazzina arrivi a risiedere una persona così problematica…

La riunione di condominio, diretto da Santiago Requejo, è una commedia amara, un po’ black  sui pregiudizi, le paure e le miserie umane. Girato in un’unica location, la sala dell’appartamento di Alberto, il film, come si può immaginare, potrebbe essere tranquillamente una pièce teatrale. Più passano i minuti, più si svela che la gentilezza e l’armonia dei primi minuti, in realtà, sono solo ipocrisie. I condomini si detestano, ognuno ha da ridire e criticare i comportamenti del vicino ma sono tutti, o quasi, alleati contro Alberto e la sua decisione di affittare l’appartamento a un ragazzo con “problemi mentali”. Di scena in scena emerge la diffidenza, la paura, il rifiuto per il “diverso”, che può portare problemi o essere una minaccia per la tranquillità e la sicurezza degli altri.

La riunione di condominio si incentra sulle richieste sempre più assurde e bizzarre che i condomini fanno ad Alberto (Raul Fernandez de Pablo) per conoscere o avere informazioni su Joaquim. Beve? Che grado di malattia ha? Sul lavoro è serio? Ha una fidanzata? Guida? È violento? Prende farmaci? Tra tutti i personaggi si distingue Nuria (la brava Clara Lago) che confessa davanti a tutti di prendere da anni medicine contro la schizofrenia; è l’unica voce che si distingue dal coro e che non ha pregiudizi verso Joaquin. La confessione, però, accende un interesse quasi morboso nei suoi confronti e lei stessa inizia a essere considerata pazza.

Come si può vedere non si salva quasi nessuno. Di certo non Fernando (Tito Valverde), vecchio reazionario omofobo e di destra, non Ricardo (Gonzalo de Castro) pieno di pregiudizi malgrado abbia curato una madre con seri problemi mentali, non Lola (Chalo Reina), la responsabile del condominio pettegola e sola, non Maite (Neus Sanz) che giudica tutti dall’alto ma non ha un rapporto sereno con la figlia adolescente, e neanche Lucas (Christian Checa), studente universitario viziato e con un rapporto complicato con il padre. E Alberto? Anche lui, in fondo, è pronto ad approfittare della situazione che si viene a creare (no spoiler, però…).

Vedendo La riunione di condominio si ride, ma si ride con amarezza e con sconforto per un film pessimista sul genere umano, in cui non sembra esserci speranza. Certo, al termine della visione ci si interroga anche su noi stessi. Cosa avremmo fatto al posto dei condomini? Come avremmo reagito? E questo è un merito. Il film ha un bel ritmo incalzante, ma risulta un po’ forzato quando esplode la lite generale che vede tutti i condomini uno contro l’altro. Buona la prova del cast e bravo il regista a contenere l’insieme. A nostro avviso, però, un po’ più di luce sulla condizione umana, un po’ più di ottimismo in un periodo storico così tragico, non guasterebbe.

Stefano Radice

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