Il magico mondo di Harold è un’avventura fantasy, debutto alla regia di Carlos Saldanha e basato sul libro per bambini Harold and the purple crayon, scritto da Crockett Johnson. Il piccolo Harold  (Zachary Levi) è solo un bambino, anzi, è l’illustrazione di un bambino, quando gli viene consegnato un pastello magico con il quale può disegnare e dare vita a tutto ciò che vuole. I giorni scorrono serenamente per Harold che vive e cresce nel suo libro con gli amici Alce (Lil Rel Howery) e Porcospino (Tanya Reynolds). Diventato adulto, però, inizia a fare domande su sé stesso e sulla vita alla voce narrante del suo libro, fino a quando questa non smette di rispondergli. Deciso a scoprire chi è colui che narra la sua storia, Harold decide dunque di disegnare una porta che lo condurrà nel mondo reale … 

Questo film non è male per i primi 10 minuti, quando viene presentata solamente la base della storia, che è effettivamente interessante e racchiude una serie di semplici, ma essenziali domande: chi sono? Da dove vengo? Cosa c’è al di là del mio mondo? Domande che però si perdono completamente in una trama inconcludente e frettolosa. Non facciamo nemmeno a tempo ad affezionarci alla storia, un susseguirsi di cliché ed eventi caotici senza spiegazione, né possiamo amare i personaggi principali che si muovono disordinatamente sullo schermo, senza sfumature, né caratteristiche personali. 

Il fatto che sia una storia per bambini non ne giustifica la deriva insensata e sciocca, tanto più che i piccoli spettatori non lo sono affatto, ma come gli adulti hanno bisogno di senso e profondità, aspetti totalmente assenti. Persino il movente iniziale del film, per cui Harold esce dal suo mondo per cercare risposte, si perde in una o due scenette per poi dare spazio a gag imbarazzanti. Viene quasi da tifare per l’antagonista, lo scrittore fantasy Gary Natwick (Jemaine Clement), che pare essere l’unico personaggio con un minimo di spessore e caratterizzazione. 

La storia di fantasia e il concetto di immaginazione, su cui si basa il fulcro del film, è il luogo prediletto delle regole e del senso. Sono i criteri a portare avanti un mondo immaginario e a farlo funzionare; ne Il magico mondo di Harold, infatti, non funziona niente. 

Maddalena Villa

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