Eterno visionario inizia nel 1934, sul treno che porta Luigi Pirandello – e il suo agente e collaboratore Saul Colin – a Stoccolma per la consegna del Premio Nobel per la letteratura. Durante il percorso, il grande scrittore e drammaturgo, ripercorre le tappe fondamentali della sua vita, dalla sofferenza per la pazzia della moglie Antonietta Portulano al difficile rapporto con i figli Stefano, Lietta e Fausto; dalla nascita delle sue opere più famose al connubio artistico e profondo con l’attrice Marta Abba; dagli insuccessi alla fama mondiale.
Eterno visionario è diretto da Michele Placido che alla figura di Luigi Pirandello ha dedicato parte della sua vita e impegno teatrale e anche cinematografico, avendo realizzato Ovunque sei (2004), ispirato alle novelle All’uscita e L’uomo dal fiore in bocca, e La scelta (2015), ispirato alla commedia L’innesto. Eterno visionario, liberamente ispirato da “Il gioco delle parti. Vita straordinaria di Luigi Pirandello” di Matteo Collura, è un racconto intimo e da dietro le quinte della vita di Luigi Pirandello – per interpretarlo Placido ha scelto Fabrizio Bentivoglio, che merita la candidatura ai David di Donatello – e di come le sue vicende personali, su tutte la pazzia della moglie Antonietta (impersonata da Valeria Bruni Tedeschi, come sempre convincente), lo abbiano tormentato e poi portato a scrivere capolavori.
Il film ruota attorno all’attrazione, devozione e incanto per l’attrice Marta Abba (Federica Luna Vincenti, anche produttrice), autentica musa per Pirandello che si strugge per un amore impossibile da vivere nella realtà. Michele Placido – che si ritaglia il ruolo dell’agente letterario di Pirandello, Saul Colin – spinge il film sui toni del melò che gli sono congeniali e ha il merito di far entrare lo spettatore nella vita quotidiana e artistica di Pirandello. Le scene del fallimento e dell’insuccesso della prima dei Sei personaggi in cerca d’autore sono molto efficaci, così come quelle di vita quotidiana ricche di tensione dove è brava Valeria Bruni Tedeschi a rendere la malattia mentale di Antonietta. Il regista ci racconta anche dei conti personali che Pirandello deve sistemare con i figli Stefano (Giancarlo Commare), che gli sarà sempre vicino, Lietta (Aurora Giovinazzo) e Fausto (Michelangelo Placido), che sono rimasti schiacciati dalla sua personalità o trascurati.
Eterno visionario è un film più biografico che letterario ed è molto compatto e ben costruito nella prima metà mentre, a nostro avviso, si sfilaccia nella parte finale nel raccontare gli ultimi anni di vita di Pirandello, dalla cocente delusione per il fallimento del progetto di portare al cinema i Sei personaggi in cerca d’autore all’abbandono da parte di Marta Abba, non molto spiegato, alla riconciliazione con i figli fino alla malattia che lo porterà alla morte. Presentato alla Festa del cinema di Roma 2024.
Stefano Radice