In Daaaaaalì! la giovane giornalista francese Judith incontra ripetutamente Salvador Dalí per il progetto di un film documentario le cui riprese non hanno mai inizio…
Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema 2023, Daaaaaalì! è il surreale progetto cinematografico, dell’altrettanto surreale regista francese Quentin Dupieux (Doppia pelle, Mandibules, Yannick – La rivincita dello spettatore), dedicato al re del surrealismo artistico, Salvator Dalì, di cui il cinema si è occupato spesso; basti ricordare il recente Daliland (2022). Per impersonare il grande pittore e scultore spagnolo, Dupieux si è appoggiato a diversi attori, quali Gilles Lellouche, Édouard Baer, Jonathan Cohen, Pio Marmaï e Didier Flamand mentre Judith è impersonata da Anaïs Demoustier.
Le poche note di trama scritte all’inizio di questa scheda potrebbero far pensare a un film lineare. In realtà non è così; realtà (ma quale?), sogno e immaginazione si intrecciano mentre vediamo le ambizioni di Judith infrangersi contro l’inafferrabilità e l’ego smisurato di Dalì, che fa il prezioso prima di concedere l’intervista, preoccupato solamente che le riprese siano effettuate con le più grandi cineprese esistenti, che sia ripreso in primo piano e che nessuno compaia in video con lui. Di certo nel Daaaaaalì di Dupieux non si parla di arte ed è persino forzato definire il film un biopic, anche se è un tributo e un ritratto molto particolare dell’artista. Più di tutto valgono le parole dello stesso regista, per inquadrare un film che sfugge alle normali categorizzazioni: «Per scrivere e dirigere questo tributo, mi sono connesso con la coscienza cosmica di Salvador Dalí e mi sono lasciato guidare, a occhi chiusi. Per prima cosa, il Maestro mi ha ordinato di reclutare diversi attori brillanti a cui affidare il suo personaggio (troppo complesso per un solo uomo); poi insieme abbiamo fatto visita a Buñuel per carpire alcune immagini e idee; successivamente mi ha condotto a forza nelle profondità della sua angoscia morbosa e nei suoi sogni per guidarmi; e infine ho quasi ritrovato il controllo del mio film, per farne semplicemente una dichiarazione d’amore nei confronti di quest’uomo. Come ha detto lo stesso Dalí, la sua personalità è stata probabilmente il suo più grande capolavoro. Il mio film racconta modestamente questa storia».
Daaaaaalì!, che ha il merito di durare solo 77 minuti, è il classico film che più piacere al pubblico che ama andare ai festival cinematografici e che cerca spesso e volentieri storie spiazzanti e originali, come sicuramente è il film di Dupieux, ma che il resto degli spettatori potrebbe trovare poco coinvolgente.
(credit foto Atelier de Production, France Cinema 3)
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