Non era un’impresa facile adattare una property che nasce come gioco da tavola anni Ottanta ed è diventata così iconico da svolgere un ruolo fondamentale anche nella mitologia di Strangers Things, oltre ad avere tutt’oggi schiere di fan pronti a contestare un adattamento infedele o irrispettoso.

Vedendo il risultato finale di Dungeons and Dragons – L’onore dei ladri bisogna riconoscere che il lavoro fatto è decisamente buono: un mix ben riuscito di epica ed eroismo, animato da protagonisti amabili e brillanti, fallibili ma pronti a ricominciare e un mondo fantastico con una sua coerenza e credibilità grazie al mix di elementi naturali, effetti speciali tradizionali e VFX.
Al centro della storia c’è Elgin (Chris Pine), ex Arpista (mezzo cantastorie e mezzo spia) convertito ai furti e alla furfanteria dopo l’uccisione della moglie da parte dei potenti e cattivissimi maghi rossi. Lo conosciamo in un carcere di super sicurezza in mezzo ai ghiacci dove è finito dopo un furto andato male, per cui ha perso anche l’amatissima figlia Kira. Accanto a lui, compagna di avventure di lunghi anni, c’è Holga (Michelle Rodriguez), una guerriera di poche parole e scarsa ironia ma dal cuore grande.

I due si danno alla fuga, ma scoprono ben presto che Kira è stata cresciuta in una rete di menzogne da Forge (Hugh Grant, qui nei panni di un cattivo avido e vanesio, ma talmente divertente che non si riesce a odiarlo fino in fondo). Peggio ancora, la maga Sofina, da cui Forge si è fatto aiutare per fregare gli ex compagni, che è in realtà una maga rossa che ha mire molto più alte e malvagie del suo compare. Per riavere Kira Elgin si imbarca in un’impresa quasi impossibile, e chiede l’aiuto di un altro ex compagno, il giovane stregone Simon (Justice Smith), talentuoso ma molto insicuro, e della druida mutaforme Doric (Sophia Lillis), che ha un conto aperto con gli esseri umani e non si fida di nessuno. Sul percorso la combriccola riceverà l’aiuto del Paladino Xenk Yendar (Regé-Jean Page), tanto nobile e coraggioso quanto privo di umorismo.

Quella che segue è una girandola di avventure che mescola in modo impeccabile scene decisamente fantasy (scontri con mostri assortiti e non morti) con momenti di grande umorismo (uno per tutti l’interrogatorio dei morti evocati uno dopo l’altro per scoprire dove si trova un magico elmo: uno spunto horror che si trasforma in una gag in stile Monty Python). Per altro anche uno dei due draghi che onorano il titolo è un essere sovrappeso (ma comunque pericolosissimo), che insegue i nostri rotolando qua e là come gli animali obesi della savana di alcuni simpatici corti di successo online. Questo è solo una delle molte strizzate d’occhio agli appassionati del gioco originale, inserite con leggerezza in un contenitore godibilissimo anche per i non esperti.

Se la storia ha il merito di non prendersi mai troppo sul serio e di non infilare a tutti i costi qualche improbabile agenda politica come la maggior parte delle pellicole di oggi, il film ha comunque qualcosa da dire, di semplice ma profondo, sull’importanza dell’amicizia, unica forza capace di valorizzare i talenti reciproci e di spronare a superare i limiti e le insicurezze (perché in fondo non si è falliti per i molti fallimenti, ma solo perché si smette di provarci). La scelta del cast si rivela azzeccatissima a partire da Chris Pine, a cui per una volta viene offerta una gamma vasta di emozioni, ma anche il belloccio ma poco espressivo Page viene sfruttato al suo meglio in un ruolo che calza perfettamente all’ex duca di Bridgerton, visto che pure i suoi compagni ne sfottono ripetutamente l’incapacità di afferrare umorismo e sfumature.

Piccola chicca anche un cameo minuscolo (in tutti i sensi) ma significativo per Bradley Cooper, nel ruolo dell’ex di Holga, per cui lei ha osato lasciare la sua tribù, salvo poi non riuscire a superare quel trauma. Superare i traumi, conservare i ricordi e lasciar andare quello che non è più sono tra gli altri temi che la storia intesse senza pesantezza in un plot che fa passare oltre due ore in un clima di scanzonato divertimento, che farà tornare gli adulti ragazzini e farà appassionare i ragazzini ancora una volta. Lasciando aperte le strade di possibili sequel per cui il mondo immenso di Dungeons and Dragons offre infinite possibilità.

Laura Cotta Ramosino

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