In Storia di una notte, Piero ed Elisabetta – lui cardiologo, lei accademica – sono una coppia benestante e felice con tre figli: Flavio, Denis e Sara. Una sera, mentre si accingono a guardare per l’ennesima volta un documentario sul cantante e poeta Leonard Cohen, si consuma la tragedia, con la morte di Flavio in un incidente. Ritroviamo la famiglia due anni dopo, alla vigilia di Natale. Come sempre vanno a Cortina dai genitori di Elisabetta, solo che lei e Piero ormai sono separati e vivono nel gelo reciproco. In mezzo, Sara e Denis escogitano un piano per farli riavvicinare. Il destino, però, è in agguato; sciando, Denis cade e si fa male. Sembra una cosa da poco ma la situazione peggiora, tanto da richiedere un intervento chirurgico urgente che farà vivere alla famiglia un’altra notte angosciante…

Prima che regista, Paolo Costella è uno sceneggiatore molto ricercato, lavorando – tra gli altri – con Paolo Genovese, Gabriele Muccino, Edoardo Falcone e Liliana Cavani. Come regista si è misurato in particolare con la commedia, dirigendo film quali A Natale mi sposo, Matrimonio al Sud, Per tutta la vita; prima di Storia di una notte, aveva diretto anche Vicini di casa e Terapia di gruppo. Liberamente tratto dal libro “Nelle migliori famiglie” di Angelo Mellone, Storia di una notte è invece un dramma che prova a scavare nel dolore lacerante di una famiglia, sconvolta dalla morte di un figlio e fratello.

Costella si appoggia alla bravura di Giuseppe Battiston (Piero) e di Anna Foglietta (Elisabetta) che anche questa volta si calano bene nei personaggi. Molto brava anche la giovane Giulietta Rebeggiani (Sara, già notata in Favolacce) che per larga parte del film si trova in mezzo alle tensioni tra i genitori e al dramma di famiglia, provando ad allentare la tensione ma finendo per essere anche lei travolta inevitabilmente dalla tristezza e dalle preoccupazioni. Essendo girato molto in interni, in particolare le asettiche stanze dell’ospedale, il film trasmette un senso di claustrofobia che accompagna lo spettatore fino all’epilogo (no spoiler).

Storia di una notte è impostato e costruito bene, la messa in scena funziona. Tuttavia al film manca qualcosa; forse è davvero troppo costruito a tavolino e gli manca quella forza emotiva che dovrebbe avere un racconto in cui il dolore è il protagonista. Probabilmente è stata una scelta voluta da Paolo Costella e dai suoi collaboratori ma un po’ il film ne risente. Inoltre. il racconto è sbilanciato attorno al mondo di Elisabetta di cui conosciamo la famiglia, i genitori (interpretati da Luigi Diberti e Stefania Casini), l’ambiente – freddo, altro borghese e formale – mentre non sappiamo praticamente nulla di Piero e del suo mondo. Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma; nel cast figura anche Thomas Trabacchi nei panni del chirurgo Pancaldi.

Stefano Radice

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