La gazza ladra (alcune arie dall’opera di Rossini scandiscono la storia) racconta, nei tipici colori caldi (l’Estaque, il rione di Marsiglia, per Robert Guédiguian è un po’ come Piazza San Marco per Canaletto), la storia di una collaboratrice domestica del posto, Maria (Ariane Ascaride). La donna si guadagna da vivere prendendosi cura degli anziani e dei malati, e loro la amano molto perché è vivace, intelligente, premurosa e anche brava a cucinare i loro piatti preferiti. La sua attenzione si concentra in particolar modo sul signor Moreau (Jean-Pierre Darroussin, in uno dei suoi ruoli più belli con Guédiguian), un vecchio intellettuale sulla sedia a rotelle, che non esce mai dalla sua bella casa con terrazzo di fronte al mare. Maria vive modestamente con il marito Bruno (Gérard Meylan), che gioca molto a carte. Ma Maria, di tanto in tanto, ruba un po’ di soldi ai suoi clienti, per mettere un po’ di burro negli spinaci, per pagare le ostriche una volta alla settimana e poi per saldare i debiti di gioco di Bruno (che sa benissimo cosa sta facendo e non glielo rimprovera). Inoltre il nipote di Maria ha la passione per la musica, così con i soldi presi a Moreau la nonna gli affitta un pianoforte e gli paga delle lezioni. Ma Laurent (Grégoire Leprince-Ringuet) viene a trovare suo padre, il signor Moreau. I due non si piacciono molto e quando Laurent comincia a ficcare il naso negli affari del padre, per Maria cominciano i guai.

Robert Guédiguian riunisce al meglio i suoi attori preferiti ed ognuno di essi rende con grande tenerezza personaggi sempre sul punto di cedere alla tentazione dell’irragionevolezza. Questo conferisce a questa storia una dolcezza malinconica che però evita i cliché del melodramma sociale, grazie anche al fatto che il regista li immerge nel particolare panorama di Marsiglia, con le case le cui terrazze si affacciano sul mare o sopravvivono in vicoli tipicamente mediterranei. Naturalmente, un film di Guédiguian è prima di tutto la presenza solare di Ariane Ascaride. L’attrice dimostra ancora una volta di essere in grado di interpretare qualsiasi ruolo, senza la minima caduta di gusto. Qui è una donna le cui condizioni di vita e di lavoro sono  molto difficili, attenta ai bisogni dei suoi clienti, amorevole e premurosa, ma anche ladra senza troppi scrupoli, che cerca di alleggerire la sua famiglia dalle difficoltà economiche. Il film chiaramente contrappone chi consuma a chi, privo di mezzi, assiste solo allo spettacolo. Ma Guédiguian riesce meravigliosamente a unire gli opposti, grazie in particolare alla forza di un amore sincero.

La gazza ladra ha il fascino di una favola moderna, in cui i buoni sentimenti si scontrano con la durezza sociale di cui la gente comune è vittima. L’invecchiamento è al centro dell’attenzione, poiché gli attori accettano, senza falsa modestia, di accettare il proprio corpo che non è più quello di un tempo, di abbracciare i propri capelli grigi e di parlare di una morte che potrebbe arrivare anche tra non molto. Allo stesso tempo, il regista dimostra che, in un mondo in cui la giovinezza domina le relazioni sociali, un amore sincero non è determinato dall’età.

Beppe Musicco

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