Napoli 2020. Rosa Ricci è una ragazza di quindici anni ed è figlia di Don Salvatore, uno dei boss più famosi e potenti della città. Quando viene rapita da un narcotrafficante che reclama 20 milioni di euro dal padre, viene portata su un’isola sperduta nel Mediterraneo. Qui, durante la prigionia, fa la conoscenza di Victor, un ragazzo che è anche il suo carceriere. Entrambi sognano di andarsene in America per cambiare vita ma, al momento di scappare, Rosa decide di fuggire da sola, assumendosi tutti i rischi e intraprendendo una strada che le cambierà completamente la vita. Una strada che sa di vendetta…
Presentato alla Festa del Cinema di Roma, e diretto da Lyda Patitucci (Come pecore in mezzo ai lupi), Io sono Rosa Ricci è il prequel/spin-off della fortunatissima serie Mare fuori, incentrato su Rosa e sugli antefatti della serie che spiegano come la ragazza sia poi diventata il personaggio conosciuto nelle diverse stagioni trasmesse dalla Rai.
Al di là di questa contestualizzazione, Io sono Rosa Ricci è un film di formazione che ha per protagonista una ragazza (Maria Esposito, stesso volto della serie) che prende per le mani la sua vita e il suo destino, anche se questo può voler dire prendere in mano una pistola e sparare; è così che Rosa abbandona l’adolescenza e l’età dei sogni, per diventare adulta.
Per raccontare questo percorso, Lyda Patitucci sceglie la strada del mafia movie, o gangster movie, in cui non manca l’azione e un tocco di romanticismo ma che, a nostro avviso, ha una costruzione un po’ troppo televisiva. Gli snodi della storia risultano abbastanza prevedibili e alcune scene un po’ improbabili e i personaggi poco approfonditi. Maria Esposito è brava nel rendere Rosa e c’è un buon affiatamento con Andrea Argangeli (Victor). Probabilmente, i fan della serie troveranno il film un completamento del racconto ma chi, invece, non ne ha mai visto una puntata può rimanere un po’ freddino rispetto al racconto.
Stefano Radice
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