Il giudice e il boss è ambientato in Sicilia nei primi anni ’60 del secolo scorso. Da Corleone (PA) parte una nuova guerra di mafia che porta il boss Luciano Liggio, latitante da anni, a prendere violentemente il comando, sbarazzandosi dei rivali. Sulle sue tracce, e su quelle di un giovane Totò Riina, si mette ostinatamente il giudice Cesare Terranova, supportato dal maresciallo di polizia Lenin Mancuso. Le indagini porteranno nel 1969 al celeberrimo processo di Bari, dove Liggio e i suoi vennero clamorosamente assolti…
Autoprodotto e sostanzialmente auto distribuito, Il giudice e il boss è il nuovo film del regista indipendente Pasquale Scimeca, noto per lungometraggi quali Placido Rizzotto, Rosso Malpelo e Biagio. Scimeca racconta precisione e rigore la figura ormai quasi dimenticata di Cesare Terranova, magistrato coraggioso che in qualche modo ispirò il lavoro di suoi colleghi più illustri quali Rocco Chinnici, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone (non a caso citati da Terranova alla fine del film), nella lotta quasi solitaria alla mafia, che lo uccise nel 1979 insieme al fido Lenin Mancuso.
Il giudice e il boss è il classico film di impegno civile, genere che la cinematografia italiana ha frequentato molto, soprattutto nella seconda metà del Novecento. Si parla di mafia ma anche di connivenze politiche, misteri e servizi segreti e sullo schermo scorrono anche immagini di repertorio prese dai telegiornali dell’epoca e non mancano neanche immagini della strage di Piazza Fontana di Milano del 12 dicembre 1969. Pasquale Scimeca realizza un’opera sobria, quasi didascalica – pensata anche per le scuole – e si affida alla bravura di un attore esperto come Gaetano Bruno che da il volto al magistrato. Nel cast ci sono anche Peppino Mazzotta (Lenin Mancuso) e Claudio Castrogiovanni (Luciano Liggio). Il giudice e il boss non entrerà nella storia del cinema italiano come un capolavoro; è un film semplice, sicuramente realizzato senza budget milionari a disposizione, ma è comunque un lavoro di grande dignità professionale.
Stefano Radice