Ci sono voci che non si limitano a “coprire” un attore, ma lo rivelano. La voce di Pino Colizzi è stata questo: un ponte tra il volto e l’anima, tra il cinema e lo spettatore. Con la sua scomparsa perdiamo non solo uno dei più grandi doppiatori italiani, ma un vero interprete, capace di dare profondità morale e umana ai personaggi attraversati dal suo timbro caldo, autorevole, mai enfatico.
Giuseppe Colizzi, detto Pino (nato nel 1937 e morto il 14 febbraio scorso, sempre a Roma, all’età di 88 anni) è stato un attore, doppiatore e direttore del doppiaggio. Senza nulla togliere agli altri ruoli, uno dei doppiatori italiani più famosi di sempre. Diede la voce ad attori come Michael Douglas, Jack Nicholson, James Caan, Richard Dreyfuss, Omar Sharif, Franco Nero.
Formatosi all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma, dopo le prime esperienze teatrali ebbe nel 1960 una piccola parte in Uno sguardo dal ponte diretto da Luchino Visconti e nello stesso anno in tv ha un ruolo nello sceneggiato Tom Jones. Dopo alcuni ruoli teatrali sempre più importanti, trova spazi anche al cinema in film diretti da Mauro Bolognini (Metello, del 1970, insieme a Massimo Ranieri da cui è tratta la foto grande in apertura), Alberto Sordi e Duccio Tessari, mentre nel 1974 interpreta il conte Vronskij nello sceneggiato tv Anna Karenina con il regista Sandro Bolchi, ruolo che lo mette in luce e lo porta ad avere altri ruoli televisivi, tra cui nella riduzione tv dell’opera teatrale Così è se vi pare e nello sceneggiato La piovra (la foto accanto più in piccolo nell’apertura). Poi diradò le sue interpretazioni: l’ultima è, al cinema con Alaska di Claudio Cupellini (2015).
Ma è il doppiaggio che, nel tempo, gli dà sempre più notorietà e prestigio, dando la voce ad attori, quali James Caan, Michael Douglas, Richard Dreyfuss (per Lo squalo!, 1975), Jack Nicholson, Omar Sharif, Franco Nero, Robert De Niro ne Il padrino – Parte II (1974), Robert Powell nel Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli (1977), e Martin Sheen nel capolavoro di Francis Ford Coppola Apocalypse Now (1979), dove la sua interpretazione vocale accompagna la discesa nell’oscurità con misura e inquietudine. Doppia gli attori protagonisti del genere poliziesco all’italiana: Tomas Milian (con cui lavora anche nei film: La banda del gobbo, nel 1977, diretto da Umberto Lenzi, e in Delitto in Formula Uno, nel 1984, diretto da Bruno Corbucci), Luc Merenda e John Saxon. È stato Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia, dando al personaggio una rabbia trattenuta, quasi dolente; è stato Christopher Reeve nei primi tre Superman, restituendo al supereroe una nobiltà mai sopra le righe; è stato persino Robin Hood nel classico animato Disney (uno dei suoi tanti lavori per l’animazione), dimostrando una versatilità rara.
Colizzi non “rubava” la scena, ma la serviva. C’era, nella sua voce, qualcosa di profondamente italiano: una gravità mai pomposa, una chiarezza che nasceva dall’intelligenza del testo, un rispetto assoluto per lo spettatore. Come direttore di doppiaggio ha lasciato un segno altrettanto profondo, lavorando su film complessi e diversissimi tra loro, da Pulp Fiction a Il paziente inglese, i film di James Bond con protagonista Pierce Brosnan e la prima trilogia di Matrix, sempre con un’idea chiara: il doppiaggio come atto artistico, non come semplice tecnica.
Personalmente, tra tutte le voci indimenticabili chi scrive porta nel cuore il “suo” Sonny Corleone per il primo Padrino, Warren Beatty nello strano, triplice personaggio ma sempre con la stessa anima in Il paradiso può attendere (1978) e il folle ma umanissimo protagonista disegnato da Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia (1993). Ma su tutte, Gesù di Nazareth di Zeffirelli (in cui Colizzi è presente anche come attore nel ruolo di Jobab, ma doppiato a sua volta da Cesare Barbetti!): per tutta la mia generazione, e in generale per moltissimi telespettatori, se Robert Powell è il “volto” di Gesù, è quella di Colizzi la sua voce: una voce pacata, ferma, capace di autorevolezza senza durezza (beh, con un’eccezione nella scena che trovate sotto… ma giustificata!), di compassione senza retorica. Ancora oggi, per intere generazioni, “la voce di Cristo” ha quel timbro. Provate a cercare la voce del Gesù di Powell in lingua originale e capirete cosa intendiamo…
Antonio Autieri
Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema
Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Youtube
Foto apertura: attore nel film Metello di Mauro Bolognini insieme a Massimo Ranieri; nello sceneggiato La piovra
Biografia e breve carrellata di ruoli di Pino Colizzi da doppiatore:
Pino Colizzi dà la voce a Sonny Corleone (James Caan) nel primo Il Padrino
La sua voce per il Gesù di Zeffirelli
Doppiatore di Warren Beatty in Il paradiso può attendere
Jack Nicholson in Mars Attacks!