Linda (Rachel McAdams) è una brillante addetta alla logistica di una grande società finanziaria, con una passione spiccata per i reality show di sopravvivenza e scarsa per le abitudini snob dei suoi colleghi. Bradley (Dylan O’Brien) è l’esatto contrario, un liceale troppo cresciuto che si trova a prendere in eredità le redini della società dopo la dipartita del padre, diventando così il capo di Linda. La prima cosa che decide di fare in tale vece è privarla della promozione che suo padre le aveva promesso, per poi renderla lo zimbello di tutto l’ufficio. Tutto, però, cambia nel momento in cui, durante un viaggio di lavoro, il jet sul quale stanno viaggiando precipita e i due si ritrovano unici superstiti su un’isola deserta. Bradley diventa così totalmente dipendente, data la sua incapacità a fare qualsiasi cosa, dalle abilità di Linda che sfrutta questa inversione di ruoli per vendicarsi.

Send Help è il ritorno di Sam Raimi, non solo fisicamente in sala (il suo ultimo film risaliva al 2022 col sequel di Doctor Strange, Multiverse of Madness), ma perché tornando lo fa nel modo unico e distintivo che gli appartiene: con un film comicamente spaventoso. Raimi riesce a bilanciare perfettamente il tempismo della suspence con quello della risata, tanto da rendere i jumpscare divertenti, capaci di far ridere lo spettatore per la paura. Porta un’esagerazione di linguaggio e di trovate che rendono tutto il film evidentemente fuori dalle righe e catturano lo spettatore, che rimane sempre sull’attenti. Dopo tutto, più che essere un film dell’orrore è un thriller, basato sul sospetto e sulla relazione di ricatto e convenienza che viene a formarsi tra i due protagonisti. Per cui, al posto che essere spaventati dai molteplici pericoli che la natura incontaminata potrebbe offrire, si è costantemente tesi per il comportamento bestiale che gli unici due esseri umani adottano l’uno nei confronti dell’altro.

Notevoli, infatti, sono anche le prestazioni dei due protagonisti, che tengono e integrano il tono caricaturale della regia. Soprattutto Rachel McAdams, che è solitamente molto affascinante, riesce perfettamente a immergersi in un personaggio trasandato, anche a tratti disgustoso. Allo stesso tempo penosa e grottesca, con la sua interpretazione suscita un senso di empatia, con un retrogusto di repellenza. O’Brien, dal canto suo, regge parimenti bene il personaggio dello spocchioso figlio di papà e calza a pennello i suoi mocassini scamosciati.

Tutti gli elementi del film concorrono al racconto di una storia che è umanamente spaventosa quanto banale e stereotipata, ma perfettamente godibile, perché accesa da un’ottima gestione della tensione e insaporita da una comicità nera che, pur essendo fuori dalle righe quanto a tono, è perfettamente dosata nei tempi.

Valentina Villa

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema

Clicca qui per iscriverti al nostro canale Youtube