Ogni film interpretato da Jim Carrey è l’occasione per vedere all’opera un attore dalle capacità mimiche e fisiche uniche nel suo genere. Che interpreti un personaggio assurdo come Ace Ventura o l’impiegato misantropo Carl Allen di Se mi lasci ti cancello, Carrey è un attore che determina sempre e comunque l’esito di un film. Anche quest’ultimo Yes Man ne approfitta largamente, al punto che sarebbe difficile pensare a un altro attore che possa interpretare il protagonista e i suoi sbalzi di carattere. Simile per certi versi a Bugiardo Bugiardo (là c’era un incantesimo che impediva al personaggio di mentire, qua un giuramento impone al protagonista di accettare qualunque proposta), il risultato è che sempre Carrey si trova in circostanze che sfuggono al suo controllo, portando l’attore a divincolarsi (non solo metaforicamente) per cercare di cavarsela. Deluso per essere stato scaricato dalla moglie che non sopportava più la sua mancanza di carattere, e per questo sempre più apatico, Carl Allen riduce al minimo i contatti umani, accampando scuse ridicole per evitare gli amici e negando i prestiti sui cui deve decidere nella banca dove lavora. L’incontro a una convention con una sorta di guru della psicologia lo costringe a formulare un giuramento: dirà di sì per un anno a tutte le proposte che gli verranno fatte. Da subito inizia un carosello di situazioni assurde che non tardano però a mostrare il lato buono della cosa e l’idea (tutt’altro che balzana) a esso sottesa: negarsi preclude ogni possibilità, mentre dire di sì con convinzione apre a infinite occasioni. A rafforzare la scelta del protagonista anche l’incontro con una bizzarra musicista/fotografa (la splendida Zooey Deschanel), che spingerà Carl in situazioni inverosimili, molto divertenti, e ovviamente romantiche. In definitiva, Yes Man è un film allegro e positivo che, se non fosse per una scena volgare degna di una barzelletta sconcia, potrebbe essere una delle commedie più simpatiche dell’anno.,Beppe Musicco