In War – La guerra desiderata, un fatto di cronaca mette in serio pericolo le relazioni diplomatiche tra Spagna e Italia, tanto da far prefigurare scenari di guerra. In questa situazione Tom, un laureato che alleva vongole, si imbatte in Lea, psicologa della Asl e figlia del sottosegretario alla difesa. Tra loro è subito scontro per un permesso di guida non concesso. Intanto Mauro, amico di Tom e gestore di un pub, chiude l’attività per creare un gruppo paramilitare in supporto all’esercito. La guerra intanto si avvicina; chi potrà fermarla?

Il regista Gianni Zanasi (Non pensarci, Troppa grazia) si premura fin dalla prima inquadratura per dirci che questo film è stato scritto nel 2019, ben prima che la Russia invadesse l’Ucraina. Il suo intento, insieme a quello dei co-sceneggiatori Lucio Pellegrini e Michele Pellegrini, è quello di immaginare una situazione talmente assurda, complicata e incontrollabile che può portare a esiti drammatici un intero Paese. Un intento molto ambizioso. Zanasi descrive una situazione in cui – a parte i telegiornali – non si vedono istituzioni prendere in mano la situazione. L’Italia sembra un Paese allo sbando in cui scorrazzano militari e soprattutto gruppi paramilitari fascistoidi che con la scusa di mantenere l’ordine si trasformano in persecutori di immigrati e in uomini con il desiderio di farsi giustizia da sé.  Di contro si muovono velleitari gruppi pacifisti che in qualche modo provano a bloccare la guerra e non mancano bande violente pronte a spaccare ogni cosa per fare razzia di beni di consumo. In questa confusione totale Tom (Edoardo Leo) e Lea (Miriam Leone) forse hanno la soluzione per fermare il possibile conflitto mentre Mauro (Giuseppe Battiston) è ormai totalmente fuori controllo. War – La guerra desiderata è un film ricco di spunti ma anche confuso e potrebbe portare anche a pericolosi esempi emulativi soprattutto relativamente ai gruppi paramilitari e a questo sempre più diffuso desiderio di farsi giustizia da soli. Tanti i personaggi in scena ma, a parte forse quello impersonato da Edoardo Leo, nessuno veramente riuscito. Ci si dimentica velocemente del personaggio di Miriam Leone mentre Giuseppe Battiston è un po’ troppo sopra le righe. Da segnalare Massimo Popolizio nei panni dell’ex generale Benedetti, sottosegretario alla difesa e padre di Lea. Troppi, inoltre, i 130 minuti di durata. Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Stefano Radice

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema