Per Vuoti a rendere il duo Zdenek e Jan Sverak solo in parte riesce a ricreare quell’atmosfera magica che aveva permesso a Kolya di vincere l’Oscar come miglior film straniero nel 1997. Zdenek ancora una volta ha scritto la sceneggiatura e interpretato il protagonista, mentre il figlio Jan ha diretto il film, che tratta di un uomo di mezza età che ama la vita e le donne, trascurando magari i suoi doveri verso la moglie: Tkaloun è un insegnante di lettere in una scuola superiore praghese che decide di andare in pensione in quanto non riesce più ad avere soddisfazione dall’insegnamento. Non vuole passare il tempo che gli resta su una panchina, così si guarda intorno in cerca di un nuovo impiego. Prova a fare il pony express in bicicletta, ma senza successo, così trova un posto allo sportello dei vuoti a rendere di un piccolo supermarket, dove sembra che a riportare le bottiglie siano quasi tutte donne. Tkaloun usa il fascino di cui indubbiamente è dotato non solo a suo profitto, ma anche per aiutare due colleghi single, un ex collega di scuola, la sua stessa figlia separata e anche per promuovere le offerte del supermarket. Come Kolya, anche Vuoti a rendere è una commedia dai toni gentili, cui danno spessore anche i due protagonisti che interpretano marito e moglie, che riescono a rendere verosimile il personaggio di un uomo che tradisce la moglie pur continuando ad amarla. Nel film non manca anche una leggera contestazione della società dei consumi, visto che gli uomini dei vuoti dietro lo sportello saranno ben presto rimpiazzati da una macchina. Ma il film scivolerebbe nel tran tran, come la vita dei due anziani coniugi, se non fosse per il crescendo finale, una grandiosa ripresa in esterni di un avventuroso viaggio in mongolfiera (un vero e proprio deus ex machina, che proprio per questo, stride col resto del film che l'ha preceduto) dove, con accenti tragicomici, i due protagonisti rivivono il significato del loro amore e del loro matrimonio. ,Beppe Musicco