In attesa del programma ufficiale della Mostra di Venezia, in programma dal 31 agosto al 10 settembre, sono stati svelati i cartelloni delle due prestigiose sezioni autonome: la Settimana della Critica, organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, e le Giornate degli Autori, promosse dalle due associazioni degli autori, Anac e 100autori.

Per la Settimana della Critica, sette opere prime e due eventi speciali. In concorso, oltre al film italiano Le ultime cose della giovane regista Irene Dionisio, gareggeranno Drum dell’iraniano Keywan Karimi (incarcerato dal regime del suo Paese), The last of us del tunisino Ala Eddine Slim, Los Nadie del colombiano Juan Sebastián Mesa, Singing in graveyards del malese Bradley Liew, Prank del canadese Vincent Biron e Jours de France del francese Jérome Reybaud. Fuori concorso, Prevenge di Alice Lowe e Are we not cats di Xander Robin.

Per le Giornate degli autori, o secondo la definizione internazionale Venice Days, sono venti le nazionalità rappresentate per sette opere prime, tre film italiani e undici titoli in concorso per il Venice Days Award (dotazione di 20.000 euro equamente divisi tra il regista e il distributore internazionale) assegnato da una giuria di ventotto giovani europei appassionati di cinema, mentre i film europei della selezione concorreranno anche al Label Europa Cinemas attribuito da una giuria di esercenti e un Premio del Pubblico sarà stabilito dal pubblico della Mostra grazie al contributo di BNL – Gruppo BNP Paribas. Le opere prime delle Giornate degli Autori concorreranno infine al Premio Luigi De Laurentiis per l’opera prima designato tra gli esordi di tutte le sezioni della Mostra.

In concorso due film italiani sulla carta molto interessanti: Indivisibili di Edoardo De Angelis (già regista di Perez), con la storia di due sorelle “siamesi” unite alla nascite e costrette a rimanere tali da un padre che le fa esibire in coppia, e La ragazza del mondo di Marco Danieli su un amore impossibile tra una ragazza che appartiene ai Testimoni di Geova e un ragazzo che le fa conoscere “il mondo” da cui viene in qualche modo esclusa. Altri film in gara: The War Show di Andreas Dalsgaard e Obaidah Zytoon (Danimarca / Finlandia), Hjartasteinn di Guðmundur Arnar Guðmundsson (Islanda / Danimarca), Hounds Of Love di Ben Young (Australia), Ne Gledaj Mi U Pijat (Quit Staring At My Plate) di Hana Jušić (Croazia / Danimarca), Pamilya ordinaryo di Eduardo Roy, Jr. (Filippine), Pariente di Iván D. Gaona (Colombia), Polina, danser sa vie di Valérie Muller e Angelin Preljocaj (Francia), Sameblod di Amanda Kernell (Svezia / Danimarca / Norvegia), Zai Jian Wa Cheng (The Road to Mandalay) di Midi Z (Myanmar / Taiwan Cina / Francia).

Tra i film fuori concorso, la prima coproduzione ufficiale tra l’Italia e la Cina, Caffè di Cristiano Bortone (ma c’è anche una casa di produzione belga), Vangelo di Pippo Delbono, Always Shine di Sophia Takal (proveniente dal Tribeca Film Festival), i film brevi della serie Women’s Tales firmati quest’anno da Naomi Kawase e Crystal Moselle, mentre un film-sorpresa deve ancora essere annunciato.

 

Antonio Autieri