Le buone intenzioni ci sono tutte: raccontare con precisione storica la tragedia del Vajont, cercandone le cause nelle alte sfere della politica e dell’imprenditoria nazionale, additando e nominando i colpevoli. I risultati sono più disastrosi della tragedia reale: un lungo sceneggiato televisivo che mescola arbitrariamente una fiacca storia d’amore ad una ricostruzione storica nemmeno troppo accurata; un cast d’attori internazionale utilizzati male ed evidentemente spaesati e fuori ruolo; dialoghi spesso imbarazzanti, effetti speciali deludenti. Il brianzolo Renzo Martinelli continua, dopo Porzus, nella ricerca delle “verità nascoste” italiane ma, complice un’incapacità naturale nel trattare la materia cinematografica (come nel grottesco omaggio a Titanic di Cameron), rischia solo di gettare involontariamente del ridicolo addosso ad una vicenda che merita altro rispetto.,