USS Indianapolis di Mario Van Peebles (già attore cinematografico e poi regista di numerosi serial televisivi) ha come tema il vero episodio storico che vide protagonista l’incrociatore Indianapolis, che verso il termine della II Guerra Mondiale, a conflitto già terminato in Europa, ebbe l’incarico di portare a una base aerea nelle Filippine i componenti della bomba atomica. Battezzata “Little Boy” (il ragazzino) la bomba rase al suolo la città di Hiroshima causando circa 200.000 morti, tra chi morì sul colpo e chi venne devastato dalle radiazioni. Dopo che una seconda atomica venne sganciata sulla città di Nagasaki, causando altri 80.000 morti, il Giappone si arrese.

Divisa in tre parti, la storia comincia con l’incarico al comandante McVay (Nicolas Cage) e al trasporto segreto dei componenti, che comportò un viaggio “in solitaria” dell’Indianapolis, al fine di non destare sospetti con un convoglio di navi e copertura aerea. Nella seconda parte, dopo la consegna, la nave ebbe l’incarico di unirsi ad altre navi, ma nel mar delle Filippine venne colpita dai siluri di un sommergibile giapponese ed affondò. Dei 1.200 uomini dell’equipaggio, solo 300 si salvarono, venendo recuperati dopo essere stati quattro giorni in un mare infestato dagli squali. Infine il film mostra l’inchiesta cui fu sottoposto il comandante, a riguardo degli avvenimenti accaduti.

Nonostante la grande potenzialità spettacolare e ai risvolti umani a tema dei film di guerra (si pensi solo al quasi contemporaneo La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson), USS Indianapolis stupisce per la povertà della realizzazione. Nonostante il cast abbia nomi anche di rilievo (Ton Sizemore è stato uno degli artefici del successo di Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg), i dialoghi sono sciatti o infarciti di frasi retoriche che non suscitano alcuna emozione nello spettatore (e non aiuta Nicolas Cage, in panni militari forse ancora peggiori che in Il mandolino del Capitan Corelli). Le scene di battaglia, create con l’ausilio degli effetti speciali, danno l’idea di un videogioco, e neanche dei migliori, risultando finte e scarsamente coinvolgenti. Anche le scene successive al naufragio della nave, con i marinai sui gommoni circondati da squali, fanno immediatamente pensare a una piscina piuttosto che alle vastità dell’Oceano Pacifico. Si salvano forse le scene della corte marziale, nelle quali Cage risulta un po’ più misurato e con un copione più rigoroso cui attenersi. In definitiva, uno dei peggiori film del 2017.

Beppe Musicco