Dal produttore e regista di “Una settimana da Dio”, una nuova commedia con al centro non più Jim Carrey ma la nuova star comica americana, Steve Carell (già visto in “40 anni vergine”). Se il primo film, partendo da uno spunto interessante, scadeva spesso nel volgare e nel grossolano, questa volta lo spirito è più leggero e la visione è veramente per tutti. Evan Baxters è l'uomo qualsiasi che si trova a scegliere tra casa e carriera: l'eccitazione per un posto politico importante gli fa per un attimo dimenticare l'importanza della sua famiglia. La moglie e i suoi tre figli pregano affinché il nucleo familiare resti unito e ad ascoltarli c'è un Dio nero, dal volto saggio e serafico di Morgan Freeman. Costringerà Evan a costruire un'arca, tramutandolo gradatamente in Noè. Le situazioni comiche si moltiplicano, in un crescendo di specie animali che accorrono vicino a casa Baxters. Ma il film non sfrutta in modo grossolano una trovata biblica per far sorridere: con semplicità ci pone di fronte al valore della preghiera e alle risposte che arrivano non sempre sotto le sembianze che ci si attende. Dio non offre soluzioni ai problemi della vita, ma opportunità affinché una famiglia possa ritrovare l'unità. Per questo possiamo sorridere e appassionarci del Dio di Tom Shadyac: nero, ballerino ed ecologista. E sempre attento ai nostri desideri. ,Daniela Persico,