Una vita in fuga racconta di Jennifer Vogel, una ragazzina che ha una venerazione per il padre John; peccato che questi sia totalmente inaffidabile. Spesso abbandona la moglie e l’altro figlio Nick per inseguire i suoi affari loschi e malavitosi. Il legame tra padre e figlia, però, è molto forte; Jennifer fa di tutto per fare in modo che il padre diventi più responsabile. Quando si rende conto che è impossibile, non le resta che cercare di seguire la propria strada…

Una vita in fuga vede il ritorno alla regia di Sean Penn dopo il deludente Il tuo ultimo sguardo. Tratto dal romanzo autobiografico Flim-Flam Man: A True Family History di Jennifer Vogel, il film vorrebbe essere un intenso dramma che ruota tutto attorno alle dinamiche familiari, a come i genitori possano condizionare pesantemente le vite dei figli e come questi debbano poi seguire i propri sogni e ambizioni malgrado le difficoltà. Il film è un lungo flashback; si parte dal 1992 per tornare indietro al 1975, 1981 e 1985 seguendo le tappe della vita di Jennifer che si rende sempre più conto dei limiti, delle fragilità e delle menzogne del padre. Lo stile scelto dal regista ricorda a tratti quello di Terrence Malick per l’utilizzo della voce fuori campo a fare da raccordo tra i diversi momenti della storia. Per rendere la messa in scena più credibile, Penn ha voluto come protagonista la figlia Dylan (un ruolo secondario lo ha anche il secondogenito Hopper Jack, nei panni di Nick fratello di Jennifer).

Peccato che le buone intenzioni siano rimaste solo sulla carta. Una vita in fuga, infatti, è un melodrammone discontinuo, con un montaggio fastidioso e una storia che solo raramente suscita emozioni in chi la guarda. E questo riguarda anche i momenti in cui emerge il senso di colpa di John verso la figlia. Se Dylan Penn regala una performance convincente, lo stesso non si può dire del padre, spesso troppo sopra le righe, con scene di pianto poco riuscite per un’interpretazione complessivamente non all’altezza di chi è stato protagonista di film quali Milk o Mystic River. Presentato in concorso a Cannes, il film vede anche la presenza di due attori di livello quali Josh Brolin ed Eddie Marsan cui, però, è dato davvero poco spazio.

Stefano Radice

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema