Erika e Mauro vivono in provincia, dentro una quotidianità semplece fatta di abitudini rassicuranti e piccoli gesti. Quando la figlia Irene parte per studiare lontano, la casa si svuota e l’equilibrio su cui la coppia ha costruito la propria esistenza sembra incrinarsi. Erika, che ha sempre abitato il mondo attraverso la cura degli altri, si scopre improvvisamente senza direzione.
Quando l’unica figlia, Irene, si trasferisce lontano da casa per studiare all’università, le vite di Erika (Alba Rohrwacher) e Mauro (Guido Caprino) vengono completamente stravolte. Abituati a una routine di provincia calibrata attorno alla genitorialità, la coppia si trova improvvisamente a dover fare i conti con una quotidianità silenziosa e priva di direzione, in cui l’equilibrio basato su abitudini e piccoli gesti si rivela, a poco a poco, pericolosamente fragile. Mentre Mauro, cresciuto con un padre severo ed emotivamente assente, cerca di fare i conti con le ferite del suo passato, Erika comincia un viaggio di introspezione per comprendersi come donna, dopo una vita passata in funzione della cura degli altri. Travolti dall’insicurezza e incapaci di comunicare tra di loro, Mauro ed Erika tentano di fronteggiare una crisi imprevista e incontenibile, cercando di fare spazio a un nuovo capitolo della loro storia d’amore.
Dopo molti anni passati davanti alla macchina da presa, Anna Foglietta debutta come regista e sceneggiatrice con Una storia, film drammatico scritto a sei mani con Tania Pedroni e Matteo Ferri, presentato in concorso alla 83ma Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti.
Come evidenziato nel titolo internazionale del film – A Common Story – il film prende le mosse da una storia molto comune per affrontare temi importanti: Erika e Mauro sono persone ordinarie, alle prese con lavori ordinari (lei cassiera, lui operaio nell’impresa edile del padre) e con giornate segnate da cene casalinghe, ciambelloni per colazione e bucato da stendere. Ed è proprio in questo scorcio di normalità nella grigia provincia umbra che Anna Foglietta sceglie di riflettere sulle conseguenze schiaccianti dell’incomunicabilità, del nido svuotato, di passati ingombranti, dell’assenza di introspezione e amor proprio, ma anche della difficoltà ad adattarsi al clima, ai tempi e alle condizioni delle diverse stagioni della vita.
Non è un debutto alla regia esplosivo e folgorante come quello della collega attrice Paola Cortellesi – C’è ancora domani (2023) – o come quello della ormai “veterana” cineasta Valeria Golino – Miele (2013), Euforia (2018), L’arte della gioia(2024), che qui ritroviamo in veste di produttrice – ma, al netto di qualche licenza poetica nelle scelte registico-fotografiche che appare un po’ azzardata e poco efficace nella resa del racconto, Una storia è un film che trova, nella lentezza e nella semplicità del quotidiano, una chiave di lettura efficace per analizzare in maniera approfondita i legami sentimentali e familiari.
Martina Bazzanella
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