Il settantatreenne Alvin Straight vive nelle campagne dello Iowa serenamente insieme alla figlia Rosie, quando riceve una telefonata: suo fratello Lyle, con cui da vent’anni non ha alcun tipo di rapporto, sta male dopo aver avuto un infarto. Alvin decide di mettere da parte i rancori e di andarlo a trovare. Un lungo viaggio attraverso l’America. Ma lui non ha più la patente per guidare l’auto, per cui ripiega su un lento trattore tagliaerba…

In una sorta di percorso espiatorio, fatto di incontri e circostanze, Una storia vera ci mostra una singolare figura ricca di umanità e di sofferta conoscenza della vita, e il suo stupore di fronte al creato. Il vero “ritornello” che funge da legante e rivelatore è il cielo stellato: segno reale e misterioso, luogo delle domande più profonde, prima immagine e conclusiva, quando, dopo l’incontro tra i fratelli, il viaggio idealmente continua verso le stelle. Un viaggio come una via crucis laica, dove ogni passo, carico di sofferenza, diventa leggero quando viene confessato a sé stessi e al mondo, alla conquista di pace e perdono. Una vera sorpresa, soprattutto pensando che a dirigerlo è David Lynch: un film davvero diverso rispetto a quelli cui aveva abituato i suoi fans. Ottima prova dell’anziano protagonista, Richard Farnsworth.