Superficialmente tradotto in italiano, “Una scelta d’amore”, Some Mother’s Son è uno spaccato tragico e realistico di quello che fu lo sciopero della fame portato avanti da Bobby Sands e dagli altri prigionieri irlandesi all’interno degli H-Blocks della prigione di Long Kesh tra il marzo e il maggio 1981. ,Troppo lunga e complicata per riassumerla qui, la storia nord-irlandese a cavallo tra gli anni '70 e '80 è stata attraversata da troppe, tante morti da una parte e dall’altra, per riconoscere ad una di esse la ragione del conflitto. ,Nel 1996, anno di uscita della pellicola, siamo alla vigilia degli accordi del venerdì santo che saranno firmati solo due anni più tardi e la situazione nord-irlandese ancora scotta. ,Così Terry George, già coautore della sceneggiatura di “Nel Nome del Padre”, ha scelto per il suo esordio alla regia di raccontare la vera storia di Long Kesh e dei 10 ragazzi che vi persero la vita. Arrestati perché appartenenti all’IRA o ad organizzazioni satelliti, i detenuti degli H-Blocks furono condannati dai tribunali inglesi come semplici criminali nonostante si fossero dichiarati prigionieri politici; e in quanto tali essi rivendicavano il loro diritto a poter indossare i propri abiti anziché la divisa imposta dalla prigione a tutti gli altri detenuti. ,Tale presa di posizione per quanto marginale, ideologica e idealista scaturì, da entrambe le parti, in un alternarsi di drammatiche conseguenze nelle quali i protagonisti della scena politica di allora si confrontarono mettendo a nudo come l’ideologia possa oscurare l’intelligenza e la dignità umana. ,Su questo sfondo il film racconta di due prigionieri e attraverso le loro vicissitudini racconta in maniera sublime del rapporto che nasce e si fortifica fra le loro madri. Due donne profondamente diverse, una borghese e accomodante, l’altra contadina ed idealista dal piglio duro, prima si scontrano, poi si incontrano unite dalla comune battaglia per la libertà dei propri figli. Difficile biasimare l’autore per le sue simpatie pro IRA, tuttavia, guardando il film si capisce benissimo come da una parte e dall’altra fino ad allora non si fosse fatto nulla nell’interesse comune, blaterando, da parte inglese, una politica della distensione mai adottata al fine di salvare la faccia sullo sfondo internazionale, strumentalizzando la causa nazionalista da parte irlandese al fine di arruolare sempre più ragazzi nelle fila dell’IRA.,Da entrambe le parti quindi si giustificano le azioni più terribili in nome della causa ed alla fine la stupidità (quella della violenza coloniale e terrorista, quella della politica fine a se stessa) prevale e sembra avere la meglio su tutti. ,Tuttavia, per quanto non ideologicamente corretta, soddisfacente o definitiva, l’unica risposta concreta si impone alla fine attraverso l’amore di una madre; nessuna ideologia o causa, per quanto giusta come quella irlandese, può arrestare l'amore di una madre per il proprio figlio. Di fronte a questo amore forte e discreto, tutto si ferma e resta spiazzato.,Ottime le prestazioni dell’intero cast; colonna sonora per lo meno affascinante; regia dalla mano sicura. ,Antonio Picariello,