In Una notte da dottore, Pierfrancesco Mai è un medico del pronto intervento di Roma. Ha 65 anni, è burbero, poco disponibile verso i pazienti e ha la schiena bloccata. Ha alle spalle la morte del figlio ma non riesce a essere presente per la nuora Anna e la nipotina. Una sera, in circostanze rocambolesche, si imbatte in Mario un rider simpatico e squattrinato che si presta a dargli una mano: sarà lui a visitare i malati ma teleguidato a distanza da Pierfrancesco.

Guido Chiesa, dopo Cambio tutto e Ti presento Sofia, rimane ancora nel terreno della commedia con Una notte da dottore, remake del francese Chiamate un dottore! uscito a settembre 2020. Il film, a parte qualche piccola differenza (quello originale si svolge la notte della Vigilia di Natale mentre il film di Chiesa no), ricalca il lavoro di Tristan Seguela. Il meccanismo è piuttosto semplice, due persone molto diverse per carattere ed età che, spinte dalle circostanze, riescono a creare un rapporto sincero. Chiaro che tutto si gioca sulla sintonia e l’affinità tra i due protagonisti, Diego Abatantuono (Pierfrancesco) e Frank Matano (Mario). E bisogna dire che la coppia – pur senza fornire una performance memorabile – funziona discretamente, regalando alcune gag divertenti durante le scene di visita ma anche durante i momenti di dialogo in auto. Ma gli aspetti positivi finiscono qui. Abatantuono recita con il pilota automatico e gigioneggia un po’ troppo dall’alto della sua esperienza anche se rende bene gli aspetti burberi del suo personaggio; Matano – che non vedevamo dal flop di Attenti al gorilla del 2019 – si difende, confermando di avere buone doti cabarettistiche ma non è perfettamente a suo agio nei momenti seri del film. Peccato, inoltre, che Una notte da dottore  approfondisca poco i caratteri e anche le vite dei protagonisti; in questo, Chiamate un dottore! ha più sfumature e si fa apprezzare di più anche quando allarga lo sguardo al dramma vissuto dal dottore per la morte del figlio. Nel film francese, inoltre, c’è un altro personaggio importante: la centralinista che passa le informazioni al medico e con il quale si instaura un dialogo che tocca anche questioni personali. Nel film di Chiesa, questo aspetto purtroppo un po’si perde. Una notte da dottore, quindi, pur rimanendo una commedia scorrevole, lascia l’impressione che avrebbe potuto essere molto più efficace.

Aldo Artosin

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