In Una bugia per due, Vincent Dedienne interpreta Louis, un giovane avvocato timido e poco sicuro di sé che, in seguito ad un errore di diagnosi da parte del suo medico, è convinto di avere un cancro, e lo dice ai genitori e ai colleghi dello studio legale per cui lavora. All’improvviso, il modo in cui tutti lo guardano cambia: che sia al lavoro o in famiglia, d’ora in poi Louis riceve più considerazione, finalmente la gente si dimostra interessata a lui. Il fatto è che la diagnosi era sbagliata e Louis è sano come un pesce, ma quando lo viene a sapere decide comunque – pur con più di un rovello interiore – di continuare con l’inganno. Ma quanto durerà? Specie perché Louis sta giocando pericolosamente, dato che la sua diretta superiore (Clémence Poésy) gli affida la difesa di un’azienda accusata di essere responsabile di tumori legati all’uso di pesticidi proprio in quanto “malato” e dunque sesibile alle istanze di altre persone che hanno contratto la terribile malattia.

Umorismo e tenerezza sono presenti in un film il cui tono privilegia le situazioni divertenti per evocare il gioco delle apparenze, la condiscendenza che a volte possiamo avere nei confronti dei malati, o anche i rapporti di lavoro nella loro forma più cinica e talvolta più immorale. Lungi dall’essere un film con una tesi o un messaggio, Una bugia per due (in originale “Io non sono un eroe”) emana un discreto fascino, grazie soprattutto a Vincent Dedienne, che incarna perfettamente quest’uomo ingenuo e gentile che si ritrova intrappolato nella sua menzogna. Nel cast troviamo anche Géraldine Nakache nei panni di un’attivista ambientalista scostante e volgare (ma che comunque affascina Louis), lo stesso regista Rudy Milstein nei panni dell’invasivo vicino di casa di Louis, che a seguito di un ictus è diventato incapace di provare la minima emozione, o anche Isabelle Nanty e Sam Karmann, nel ruolo dei prima indifferenti e poi apprensivi genitori del protagonista. Una commedia che riesce a far ridere con un argomento serio come la malattia, ma trattato con leggerezza e una buona dose di assurdo umorismo.

Beppe Musicco

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