Vecchi amici e separati dalle rispettive mogli – uno in realtà è serenamente divorziato da tempo, l’altro lotta per non accettare la separazione che la moglie gli vuole imporre – Laurent e Antoine partono per una vacanza al mare, in Corsica, con le rispettive figlie. Laurent, disinvolto e rilassato, è un cinquantenne libero e affascinante, che tiene a distanza le donne ma non disdegna le avventure; e vede la figlia diciottenne Marie – che lo adora – quanto basta a tener un rapporto più da amico che da genitore. Antoine, invece, è rigido e autoritario con la Louna, figlia ancora minorenne (ha 17 anni) molto amica di Marie e insofferente alle paturnie del genitore; nonché segretamente depositaria delle confidenze della madre, rimasta a casa, che vuole troncare il vincolo matrimoniale. La vacanza inizia male per le due ragazze: la casa di famiglia di Antoine è un po’ tetra e scomoda (non c’è neppure il segnale per il cellulare, figuriamoci se c’è l’indispensabile wi-fi…) e la convivenza non si prospetta facile. Per fortuna ci sono alcuni giovani del luogo con cui far le ore piccole. Ma Louna, pian piano, ai coetanei preferisce proprio il maturo Laurent. Che cerca di starle alla larga, finché in una notte di follia, complice l’alcool e un galeotto bagno di mezzanotte, non finisce per cedere… Che fare, per far capire alla ragazza perdutamente innamorata che è stato solo un momento di debolezza? E come far fronte agli sguardi indagatori della figlia che ha intuito? Senza parlare dell’amico Antoine, che se lo scoprisse non la prenderebbe certo bene…

Remake di Un moment d’égarement, commedia “scandalo” degli anni 70 di Claude Berri, prodotto proprio da suo figlio Thomas Langmann, il film diretto da Jean-François Richet si avvale di una coppia di commedianti di razza: sono la cosa migliore del film i duetti tra Vincent Cassel (l’ex marito di Monica Bellucci, con una carriera che spazia dal drammatico L’odio a tante commedie francesi e l’apice del criminale Mesrine in Nemico pubblico n.1, ma anche molti ruoli di spalla nel cinema hollywoodiano) e François Cluzet, noto al pubblico italiano per il ruolo del paraplegico in Quasi amici. I due si danno le battute con tempi perfetti e danno un saggio di misura recitativa, variando di toni e di sfumature con classe. Più acerbe le giovani interpreti, le “figlie” Alice Isaaz e la “scandalosa” Lola Le Lann che pure ha un fascino che buca lo schermo.

Il film propone un padre sull’orlo di una crisi già ben prima di scoprire che la figlia ha avuto un’avventura con uno sconosciuto uomo di mezza età, a causa della distanza della moglie – di cui teme un tradimento e il possibile divorzio – e perfino per i cinghiali che gli devastano il giardino e perfino la tomba dei genitori. Ma il punto centrale della commedia è ovviamente la vicenda della ragazza che tenta, con successo, l’uomo maturo su cui il regista gioca con divertita malizia. Liquidando alla fine il tutto con troppa facilità, dopo aver dato l’idea di aver preso sul serio i rimorsi del “tentato”. Anche le ragazze non ne escono bene, mostrate come una generazione in preda a istinti impossibili da controllare (mai una sera sobri, in quella comitiva di giovani). Alla fine il film si fa guardare e si salva solo per i due protagonisti, oltre che per la location suggestiva della Corsica. Ma i dialoghi tra i vari personaggi – adulti immaturi per motivi differenti – si rivelano ben poca cosa, compresi i tentativi di affondo “seri” dei due padri rispetto ai propri doveri “educativi”. Come educatori, in effetti, sono con tutta evidenza un vero fallimento, ben prima della “caduta” di Laurent con la giovane Louna.

Antonio Autieri