Madre e figlia portoghesi si imbarcano a Lisbona per raggiungere il padre che lavora in India. Durante le soste della nave nel mediterraneo la madre insegnante spiega alla bimba la storia dei luoghi che visitano. Insieme incontreranno persone di altre nazionalità, che si aggiungono al loro viaggio, destinato però a subire un attacco terrorista.,Manoel de Olivera (classe 1908) capisce la mancanza di radici che ormai colpisce gli europei, e inscena questo viaggio con intento didattico: le domande della bambina alla madre sulle civiltà di Spagna, Italia, Francia e Grecia fatte durante le soste sono l’occasione per spiegare allo spettatore quelle semplici nozioni di storia della nostra civiltà che dovrebbero essere patrimonio comune di ogni europeo, ma che molti sembrano aver dimenticato o semplicemente non conoscono perché nessuno le insegna più. Ma se questa è la parte interessante e più gradevole del film, è anche il suo limite cinematografico; la pellicola sembra assumere l’aspetto di un documentario con belle immagini e spiegazioni appropriate, ma dalla storia assai debole; anche le conversazioni al tavolo del comandante della nave (un John Malkovich cui poco si addice l’aplomb che la divisa gli impone) con gli ospiti di varie nazionalità (Irene Papas, Catherine Deneuve, Stefania Sandrelli) hanno l’aspetto, per modi e argomenti, di una convivialità poco naturale e molto accademica. Attualissimo, purtroppo, il finale: tutta la civiltà e la filosofia occidentali poco possono contro i gesti terroristici di chi vede in ogni straniero un nemico da colpire in ogni modo.,