Commedia accettabile che ha il suo punto di forza nella comicità spontanea di Geppi Cucciari, nel feeling con Paolo Kessisoglu e anche in una sceneggiatura discreta firmata da Francesco Piccolo. La storia è l'ennesima variazione del tema amore & corna. Simone (un efficare Paolo Kessisoglu) non sa più che fare con la moglie Camilla (interpretata dalla Cucciari). Ex conduttrice radiofonica in Sardegna, estroversa e solare, dopo essersi trasferita a Milano sembra infatti aver perso la voglia di vivere: disoccupata, arrabbiata, litigiosa. C'è poco da stare allegri. La svolta per lei potrebbe passare dall'incontro, apparentemente casuale, con il misterioso e affascinante Falco, in realtà un playboy assoldato da Simone per sedurla e causare la rottura del matrimonio. ,Luci e ombre su questo film diretto da Davide Marengo. Da un lato, tante cose viste e risapute: lo spunto di partenza esile esile, tratto da una commedia argentina di qualche anno fa, certi caratteristi ridotti a pura macchietta come il bravo Dino Abbrescia, qui debole spalla del protagonista, altri personaggi mal scritti, come il conduttore radiofonico interpretato da Corrado Fortuna e anche lo stesso personaggio del Falco, figura meno comica del previsto più per limiti di scrittura (che, per esempio, non spiega benissimo il passato del playboy e la sua caduta in disgrazia) che per l'interpretazione funzionale di Paolo Bizzarri. Le cose più interessanti sono altrove: innanzitutto nei momenti gustosi con Ale e Franz, nei panni di una coppia gay sopra le righe. Tic, tempi comici giusti: ricordando anche la bella prova da protagonisti in Mi fido di te, spiace che i due abbiano trovato così poco posto al cinema. E funzionano anche i due protagonisti, perché alle prese con ruoli discretamente scritti e perché bravi professionisti. La Cucciari è, assieme alla Cortellesi, uno dei volti televisivi che riesce a rendere di più sul grande schermo. Ironica, volitiva, non volgare e capace anche di toccare registri meno leggeri, la sua Camilla è un bel personaggio, a tutto tondo, che cerca di uscire dal recinto delle banalità della commedia senza pretese, con un occhio alla crisi (lei soffre, e tanto, per un lavoro che ormai non vuole neanche più mettersi a cercare). E il suo partner, il bravo Paolo, non è da meno: dapprima superficiale e scocciato dalle lamentele e mugugni della moglie, pian piano, in una dinamica narrativa in alcuni momenti prevedibile, si accorge che forse dietro tutta questa rabbia della moglie, si nasconde qualcosa di più di semplici sfuriate umorali. Non male, nel complesso: al di là di qualche momento facile o poco curato (come il colpo di scena risolutore, repentino e mal scritto), una commedia non banale che mette a tema la crisi e la routine del matrimonio per chiudere con un bel giudizio, positivo e non scontato. Che per ripartire in un rapporto non servono proclami o progetti che spesso portano fuori strada ma spesso basta uno sguardo, un'attenzione discreta e commossa, per riprendere insieme la strada verso casa.,Simone Fortunato,