Tratto da un romanzo di successo della scrittrice Audrey Niffenegger, Un amore all’improvviso (il titolo originale, La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, sarà più banale ma anche meno stucchevole ) inizia come una commedia romantica, pur se atipica (il primo incontro, momento topico di ogni storia che si rispetti, avviene a venti anni di distanza per lui e per lei) e si avvia ben presto, come il presupposto lascia chiaramente immaginare, per le vie del melodramma. ,Quale amore più contrastato di quello tra una donna normale e un uomo destinato ad apparire e scomparire in diversi piani temporali, capace di vedere passato e futuro, viaggiare nella vita di coloro che ama, ma senza mai poter intervenire per cambiarla, anche nei momenti più drammatici?,Il dono di Henry (un’anomalia genetica la definisce il medico del protagonista) può rivelarsi una benedizione o una maledizione. Henry ha rivissuto centinaia di volte senza poterla impedire la morte dell’amata madre cantante lirica, ma ha anche incontrato la propria futura moglie bambina, ha “saltato” il proprio matrimonio (ma il suo se stesso anziano ha provveduto al rimpiazzo), e chiacchierato con la propria figlia quando lei non era ancora nata.,La pellicola sfrutta abilmente i particolari più surreali dei viaggi nel tempo di Henry soprattutto nei loro risvolti comici nella prima parte (Henry arriva nudo ovunque e questo causa più di un incidente nella sua continua ricerca di vestiario), per poi affrontare i corollari più drammatici della sua condizione man mano che la storia procede, alternando il punto di vista suo e di Claire ma conducendo comunque con una certa sicurezza lo spettatore lungo il percorso del loro amore così cronologicamente impegnativo. ,L’analogia accennata da Claire, tra la sua condizione di donna in perenne attesa con quella delle moglie dei marinai che sparivano all’orizzonte fino ad un ritorno sempre incerto è molto suggestiva e ci ricorda come nel passato la permanenza del “e vissero felici e contenti” fosse in balia di forze assai più imprevedibili della crisi della mezza età.,I due attori protagonisti, Erica Bana e Rachel McAdams sono credibili nei loro ruoli di innamorati, anche all’interno di una vicenda che, come tutte quelle che hanno a che fare con i viaggi nel tempo, accumula con leggerezza una serie di contraddizioni e paradossi insolubili, ma all’occorrenza sa anche giocarci sopra.,Quello che lascia un po’ delusi, in una storia che naturalmente porta con sé domande sul destino, sul senso dell’amore e il suo rapporto con il tempo e l’eternità, manchi per lo più un senso di vera trascendenza. Se certamente è positivo il messaggio pieno di speranza della pellicola (coloro che amiamo e che ci amano sono comunque accanto a noi al di là dei limiti del tempo e dello spazio) spiace che ad un “dono” particolare come quello di Henry né lui ne Claire cerchino mai di dare un senso o un significato che vada oltre una sfortunata combinazione genetica, anche quando questo mette seriamente in pericolo la vita dei loro futuri figli e a un certo punto permette loro di “prevedere” la morte di lui.,È forse la mancanza di questa prospettiva che spinge, ad un certo punto, Henry, di fronte alla testarda pretesa di una maternità naturale che sembra impossibile da parte di Claire, a prendere in totale autonomia la decisione di sterilizzarsi ed evitare ulteriori inutili sofferenze. Anche se poi un concepimento avverrà ugualmente grazie ad uno dei sopraccitati paradossi e a un piccolo inganno di Claire…,A guardar bene, comunque, è difficile considerare casuale la scelta del canto che apre la pellicola sulla bocca della madre di Henry, che la famiglia del protagonista ascolta a Natale e che la piccola Alba ripete per “ancorarsi” a un momento del tempo quando il suo corredo genetico la sta per “Far viaggiare”. Si tratta di un canto natalizio della tradizione tedesca che parla in termini poetici della nascita di Gesù, una nascita miracolosa che porta la salvezza al mondo. Un bambino che nasce come un fiore bellissimo, frutto di una lunga attesa (e questo è certamente un film che parla del mistero dell’attesa così strettamente legato all’amore) e portatore di speranza oltre la morte.,Laura Cotta Ramosino,