È l’autunno del 1980, prima che inizino i corsi nel nuovo anno accademico alla Southwest Texas University. E il futuro si dimostra ricco e pieno di possibilità per Jake (Blake Jenner), giovane ed educato lanciatore di baseball, entusiasta di iniziare questa avventura. Attraverso di lui, che va a vivere nella casa della confraternita della squadra universitaria, entriamo in un mondo i cui componenti pensano principalmente al divertimento, allo sport e alle ragazze. Per Jake tutto è nuovo e affascinante, a partire dall’assortimento dei suoi coinquilini: il playboy elegante, il capitano della squadra, lo scommettitore, quello costantemente fumato che filosofeggia, il campagnolo che non si leva mai di testa il cappello da cowboy, e così via. Ciò da cui Linklater è certamente affascinato è l’ambiente degli anni 80: le musiche diffuse dai giradischi dei protagonisti (Knack e Van Halen sopra tutti), i libri sugli scaffali, i riferimenti iconografici, certa cultura pop che si riflette nella compagnia teatrale che Jake inizia a frequentare quando capisce di avere un debole per Beverly (Zoey Dutch). Anche il fatto che il gruppo dei giocatori passi come una pallina di un flipper dalle feste in stile Febbre del sabato sera ai ritrovi di musica country, dal teatro sperimentale ai concerti punk con un’innocenza disarmante, dimostra l’affetto del regista di Boyhood School of Rock per una giovinezza innocente, dove magari non si va molto oltre i bisogni primari, ma vissuta senza malizia e con la certezza che l’avverarsi dei propri sogni è dietro l’angolo. Non a caso in Tutti vogliono qualcosa non ci sono adulti dal comportamento repressivo, tutt’al più dirigenti sportivi cui interessa che i giocatori non si presentino in campo in ritardo o ubriachi. Anche i rituali più o meno “macho”, come appendere i nuovi giocatori alla staccionata col nastro adesivo e trasformarli in bersagli sono ben lontani dalla cupezza o dalla volgarità di rituali spesso mostrati in altri film. È un film divertente, costruito sul talento di attori sconosciuti ma perfettamente a loro agio; spensierato ma intelligente, pronto a mostrare come il desiderio di qualcosa di grande a un certo punto prenda il sopravvento anche sul bere in compagnia, giocare o farsi belli con le donne. Così per Jake l’affetto per Beverly, lo studio, lo sport praticato con passione, non sono più giochi da ragazzi, ma l’inizio di un nuovo e ancora più eccitante dischiudersi del mondo degli adulti.

Beppe Musicco