In Tutti per Uma, Attilio Ferliga è un famoso viticoltore in difficoltà economiche. Non lo aiuta il giovane fratello Dante, appassionato di video che non vede nessuno, e neanche il figlio Ezio, che produce miele salato. Quanto ai due nipotini, Francesco ed Emanuele detto “nano”, sono troppo piccoli. Per risollevare le sorti dell’azienda, Attilio è costretto a ipotecarla insieme alla casa accettando la proposta del perfido consulente Victor. In loro soccorso, però, arriva l’aiuto della misteriosa principessa Uma che rimette le cose a posto.

Tutti per Uma segna l’esordio alla regia dell’attrice Susy Laude (vista tra gli altri in Beata ignoranza, Metti la nonna in freezer, Se mi vuoi bene) che si cimenta con una favola per bambini. Alcuni elementi classici delle fiabe vengono ripresi e ribaltati. Lo si vede nel modo in cui è tratteggiata la principessa Uma (Laura Bilgeri) che si ribella al destino di matrimoni combinati, volendo lei scegliere il suo sposo; sarà lei poi a svegliare con un bacio il suo bel principe addormentato. Per narrare la storia, la regista sceglie lo sguardo di Emanuele (Valerio Bartocci), il più fragile, piccolo ma sveglio di tutta la famiglia – e in questo c’è una eco di ET – che osserva e racconta le vicende di una famiglia di soli maschi spaesati e indecisi fino al momento in cui non compare Uma, autentica salvatrice (Biancaneve e i sette nani) che con i suoi consigli porta tutti i Ferliga a trovare la loro strada. Ci sono diversi temi accennati nel film; la tristezza di Francesco (Gabriele Ansanelli) ed Emanuele per la morte della mamma, le prepotenze subite a scuola dai bulli, l’importanza di seguire i propri sogni ma anche l’incomunicabilità tra gli adulti. Vero che non tutto funziona. Il personaggio forse più debole è proprio Uma; la sceneggiatura è poco incisiva e mette in fila più una serie di sketch che un racconto lineare che finisce per penalizzare gli attori – Antonio Catania (Attilio), Piero Sermonti (Ezio), Lillo (Dante), Dino Abbrescia (Viktor) – però Susy Laude dimostra una buona mano nel mettere in scena una favola che i bambini più piccoli potranno apprezzare.

Aldo Artosin

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