Torna al cinema tutta la comicità di Owen Wilson, dopo “Starsky e Hutch” e “Due single a nozze”, ma questa volta si presenta senza la complicità di Ben Stiller e di Vince Vaughn. Tutto il film ruota intorno allo stile e alla personalità del comico americano, che trova in Matt Dillon una spalla perfetta per le sue battute, dimostrando in questo ruolo tutta la sua abilità nel cambiare il suo metodo di recitazione in base al genere della pellicola.,La storia è di per sé molto semplice, un cliche già visto in mille film, ciò nonostante la commedia si dipana in modo naturale, facendo divertire e riflettere lo spettatore, soprattutto grazie alla recitazione dei suoi attori, che trovano in un inatteso Michael Douglas un comico di prima classe, che sa ironizzare proprio sul immagine classica di se stesso. ,Certamente la pellicola dei fratelli Russo non è un capolavoro, e sicuramente non verrà citata tra le 10 commedie più belle della storia del cinema, ma i registi hanno saputo realizzare una pellicola semplice, senza tante aspettative che sa divertire e coinvolgere lo spettatore. Inoltre in modo inatteso, hanno creato un film alla portata di tutti, evitando scene volgari, tipiche della commedia americana di questi ultimi tempi, ma soprattutto hanno saputo parlare in modo ironico di tematiche attuali e di grande interesse.,Il tema centrale resta sicuramente l’amicizia, argomento già trattato anche in “Due single a nozze” e “Zoolander”, ma soprattutto è analizzato il mondo del lavoro, pensiamo alla scena della lezione tenuta da Dupree agli allievi di Molly, e al rapporto tra Carl e il suo capo. Lavoro presentato come fondamentale nella vita di un uomo, ma che deve essere vissuto in rapporto a tutta la vita, senza che vada a ledere i rapporti più cari che una persona ha. Una lezione che i fratelli Russo hanno voluto dare a tutti con un personaggio come Dupree, che forse non saprà fare nulla e sarà sempre in cerca di un lavoro, ma che alcune cose sulla vita le ha ben chiare e le vuole comunicare a chi tiene di più, anche se tutto a suo modo.,Filippo Parolin