Eric Toledano e Olivier Nakache sono gli autori di uno dei più grandi successi del cinema francese, quel Quasi amici che nel 2012 ha sbancato anche i botteghini italiani. Logico quindi che i distributori si affrettino a sfruttare il filone portando sugli schermi il film precedente dei due registi: Troppo amici (titolo originale, Troppo vicini), del 2009. La storia di Alain, insoddisfatto e inconcludente sul lavoro, con due figli, di cui uno affetto da “iperattività devastatrice” (e che, adulto, sarà il narratore della storia) è probabilmente quella di molti genitori, che si crogiolano ancora nel ricordo di una giovinezza al riparo da ogni responsabilità; nel caso di Alain, il confronto tra quando girava per i villaggi vacanze come animatore, sotto il nome di Pipò e la realtà fatta di una famiglia, più quella del cognato dalla moglie insopportabile, più la cognata sempre alla ricerca di un uomo, lo esaspera al punto da non tollerare più neanche i suoi cari e rifugiarsi dal padre. Non che le cose vadano meglio per gli altri: il cognato avvocato dalla moglie petulante pensa di ingrossare i propri affari con consulenze a piccoli criminali del quartiere, mentre la consorte iscrive, per distinguersi, la figlia alla scuola ebraica e poco alla volta viene presa dai riti e dalle usanze, comportandosi come un’ebrea ortodossa. Situazioni divertenti e, come spesso accade nelle commedie francesi, con dialoghi ironici e molto curati, anche se il tono generale è ben lontano dall’intensità e dalla partecipazione di Quasi amici, preferendo calcare sui vari caratteri e sui loro difetti. Omar Sy, l’attore di origine senegalese, è ancora uno dei personaggi principali e ancora in un ruolo simile: un medico che, in quanto di colore, viene sempre scambiato per un inserviente (e il suo contagioso sorriso è sicuramente una delle cose migliori del film). Possiamo dire che Troppo amici era una buona base di partenza, e che con Quasi amici la coppia di registi è arrivata a un meritatissimo successo. Speriamo che proseguano ancora quindi con questo ritmo.,Beppe Musicco