In Tornare Siamo a Napoli, negli anni 90. Dopo una lunga assenza, Alice – una giornalista molto affermata – torna dagli Stati Uniti per la morte del padre. Insieme alla sorella decidono di vendere la bella casa di famiglia. Durante il soggiorno, però, Alice si imbatte in una ragazza giovane che abita nella villa e che altri non è che lei stessa da giovane. Inizia un dialogo molto intimo e personale che porta Alice a fare i conti con il suo passato e a far emergere il trauma che l’aveva allontanata da Napoli. In questo la aiuterà il misterioso Marc, che ha assistito il padre nell’ultimo periodo della vita.

La regista Cristina Comencini ha definito Tornare un thriller dell’anima. Per questo viaggio nel passato di Alice, ha scelto il volto di Giovanna Mezzogiorno che era stata da lei diretta anche nel fortunato La bestia nel cuore (entrò nella cinquina degli Oscar come miglior film straniero). Il film scorre su più livelli temporali; quelli di Alice adulta, ragazza e bambina. Il dialogo e il confronto tra queste figure porta la protagonista a far affiorare dalla memoria un trauma che aveva rimosso e che l’aveva profondamente segnata. Come ne La bestia nel cuore, Cristina Comencini affronta il tema della violenza sulle donne; ma se a quel film non faceva difetto una certa forza e intensità emotiva, in Tornare tutto risulta molto meno convincente per una sceneggiatura che procede un po’ a scatti, con troppe sottolineature e forzature nei vari passaggi.

Anche Giovanna Mezzogiorno è sembrata alla fine meno a suo agio, rispetto ad altre volte, nei panni della protagonista; molto più convincente Beatrice Grannò che impersona l’Alice giovane, sbarazzina e anticonformista che pagherà a duro prezzo questa sua voglia di libertà e che è il valore aggiunto di Tornare. Il film mette molta carne al fuoco – oltre al tema del rimosso c’è anche quello del rapporto con il padre e del viaggio nell’inconscio (simboleggiato dalle scene ambientate in una grotta sotto la casa) – ma il “thriller dell’anima”, alla fine, risulta un po’ troppo sbiadito.

Aldo Artosin

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle novità al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema