Di sicuro piacerà alle ragazze l’australiano Chris Hemsworth, protagonista di Thor. Biondo, muscoloso (non ci vengono risparmiate le scene a torso nudo), sorriso smagliante, Hemsworth è passato dall’intrepido comandante Kirk nello Star Trek di J.J. Abrahams del 2009 a nientemeno che il Dio del Tuono della mitologia nordica. Decisamente differente dal fumetto Marvel uscito nel 1962 (Thor sulla Terra assumeva le vesti di un medico zoppo che non aveva coscienza delle sue qualità divine), il film è diretto da Kenneth Branagh, e forse per i trascorsi teatrali scespiriani del regista conserva una certa teatralità, che unita agli effetti speciali e alle ambientazioni ridondanti (dopotutto stiamo parlando di Asgard, l’Olimpo dei Vichinghi che sovrasta la Terra), dà un certo aspetto solenne al film, tutto sommato piacevole a vedersi. Anthony Hopkins interpreta Odino, il padre degli dei: la barba bianca, un occhio bendato come un pirata, un’armatura splendente. Odino medita di cedere lo scettro del regno di Asgard al figlio Thor. Ma questi è uno spaccone dal carattere irruente, e poco prima dell’incoronazione decide di dare una lezione ai giganti del regno di ghiaccio di Jotunheim. Questo scatena una guerra che richiederà l’intervento di Odino, e quindi la sua ira nei confronti del figlio. Thor viene privato del magico martello Mjolnir e scagliato senza più alcun potere sulla Terra (dove atterrerà giusto di fronte al fuoristrada di una stupitissima astrofisica (Natalie Portman), ma il fratello Loki intanto trama per strappare il trono a Odino, e diventare unico signore di Asgard.,Il Thor di Hemsworth è un essere che, una volta sulla Terra, perde molta della sua sicumera e si mette alla ricerca di se stesso, aiutato dall’astrofisica e i suoi amici scienziati. Sia Hopkins che la Portman sono in gran forma, quest’ultima particolarmente affascinante nel ruolo della scienziata che si innamora del misterioso biondo sconosciuto. Hopkins impersona l’autorità regale con la consueta classe, e di certo fa ombra a tutti quelli che dividono le scene con lui Tom Hiddlestone è molto credibile nel ruolo dell’infido e geloso Loki, mentre Stellan Skarsgård si cala con pacatezza e misura nel ruolo del maturo e saggio scienziato della compagnia. Gli effetti speciali sono, ovviamente, di livello stellare: lampi, tempeste, creature inimmaginabili e ponti di ghiaccio che uniscono mondi; e fortunatamente non vengono involgariti dal 3-D (non vedrete alcun martello venirvi addosso). I passaggi da Asgard al deserto del New Mexico (dove sono ambientate le scene terrestri), dal mito alla realtà, danno un certo “ritmo” al film, che – unito ad alcune situazioni volutamente comiche – danno al film quel senso di avventura adatto al pubblico di ogni età. Un consiglio: rimanete in sala fino al termine dei titoli di coda e riceverete un’anticipazione delle prossime avventure che attendono Thor e i suoi compagni.,Beppe Musicco