Arriva finalmente alla fine la saga di Twilight, un fenomeno che, piaccia o non piaccia (nel nostro caso la seconda…), ha rappresentato negli ultimi anni un punto di riferimento per l'immaginario di adolescenti e non solo. Il “gran finale” dai toni dichiaratamente celebrativi arriva a completare il lunghissimo antefatto di Breaking Dawn – Part 1, in cui in pratica l'unico evento rilevante era la drammatica nascita della figlia di Edward e Bella, un parto talmente sanguinoso da rendere “necessaria” la tanto attesa “trasformazione” della protagonista in vampira.,Anche in questa seconda parte, del resto, pur con un maggiore dispiego di mezzi e azione (ma con gli stessi pessimi effetti visivi), il plot si racconta in due frasi.,La misteriosa natura della bimba frutto dell'amore di Bella ed Edward, infatti, mezza umana e mezza vampira (cosa significhi, a parte un'interessante variazione sul suo menu, è poco rilevante), è il pretesto che i terribili Volturi intendono usare per togliere di mezzo i Cullen. Anche se poi quello che interessa al cattivissimo Aro è piuttosto acquisire le abilità di veggente della vampira Alice.,Detto questo, il film si struttura con un primo lunghissimo atto in cui assaporiamo insieme a Bella le gioie della sua nuova condizione, tanto desiderata e a lei negata da Edward per alcuni (ragionevoli) scrupoli morali che gli autori ritengono di poter ora gettare alle ortiche… Certo, per decenza si premurano di dirci che il dono di Bella in versione succhiasangue è quello di resistere senza troppa fatica alla sete di sangue, ma questo, come del resto molti altri passaggi, sono il tipico espediente di una saga che ha sempre lanciato dilemmi “enormi” (su mortalità ed eternità, ma anche nel triangolo sentimentale) per poi polverizzarli in quattro e quattr'otto. Bella, infatti, non dedica un pensiero alla sua “anima immortale”, mentre il triangolo con il licantropo Jacob è stato opportunamente sciolto proprio grazie alla piccola Renesmee. ,A rompere le uova nel paniere di tanta “meritata” felicità arriva la denuncia ai Volturi, che non aspettavano altro che un pretesto per marciare contro i nostri eroi. Certo non hanno in mente una “guerra lampo” dato che lasciano opportunamente ai nostri il tempo di raccogliere alleati, una pletora di personaggi solo in alcuni casi capaci di lasciare un minimo di ricordo nello spettatore grazie a un interprete sopra la media, per il resto relegati al pittoresco. Non manca nemmeno la chance di trovare la provvidenziale soluzione diplomatica alla guerra… Diciamocelo, si tratta di avversari più temibili nelle premesse che per una ragionata strategia…,Crediamo di non far torto a nessun potenziale spettatore dicendo che la scena finale di battaglia così come il suo esito (con un colpo di scena che sarà tale solo per i non lettori del romanzo) va esattamente nella direzione del “vincere facile” di tutto il resto della vicenda. ,Eppure è abbastanza chiaro che quelli che sono oggettivamente difetti di drammaturgia (perché abbassano i conflitti e tolgono carburante ai dilemmi morali dei personaggi) sono precise scelte di scrittura e messa in scena, che fanno parte di un progetto e una visione che sono già nei romanzi della Meyer, sacerdotessa di un amore romantico che è tragico solo nelle premesse e mai negli esiti, e che quindi evita il vero dramma come la peste.,Ci si muove, del resto, sullo sfondo di un mondo in cui, anche se abbondano le creature pericolose, alla fine la morte stessa rischia di essere presa fin troppo alla leggera, mai affrontata fino in fondo come solitamente invece fanno le migliori saghe fantasy (da Il signore degli anelli ad Harry Potter, ma anche il recentissimo Hunger Games).,Per questo se da una parte sembra inutilmente crudele accanirsi nel criticare la povera fattura e le mediocri interpretazioni di questo come degli altri film della saga di Twilight, vale invece la pena interrogarsi sulle ragioni del suo successo, che forse ha le sue radice nel fatto che i romanzi prima e i film poi rispondono (anche se in modo riduttivo) a quella domanda di assoluto e “per sempre” che è così forte negli adolescenti, zoccolo dure dei fan della saga.,In ogni caso, visto il prevedibile trionfo al botteghino, nonostante la solenne celebrazione della conclusione di tutto, abbiamo la sensazione che sentiremo ancora parlare di Edward, Bella e della loro “allegra” compagnia…,Luisa Cotta Ramosino