Doveva essere un giorno di scuola come tanti a Bruxelles. Invece, due giovani musulmani di nome Eden e Abdel irrompono con ben altre intenzioni. Abdel inizia a sparare sui ragazzi e si fa esplodere. Anche Eden indossa una cintura esplosiva ma non la attiva, rimane pesantemente ferito e viene soccorso da un’ambulanza guidata da Adamo, un immigrato italiano, e Isabelle. Durante il tragitto verso l’ospedale, Eden si sveglia e si scopre la bomba che ha addosso. È disperato e disposto a farsi esplodere. Polizia e paramedici riusciranno a fermarlo?

The Shift è una convincente opera prima di Alessandro Tonda. Un film ricco di tensione dall’inizio alla fine attorno a un tema delicato come quello del terrorismo di matrice islamica. Tonda evita di addentrarsi in analisi sociologiche e politiche dando per scontato che lo spettatore sappia ciò di cui si sta parlando e va dritto al cuore del film: la corsa contro il tempo per provare a convincere Eden (Adam Amara) a non farsi esplodere. Quasi tutto il racconto si svolge all’interno dell’ambulanza, cosa che conferisce al film pathos, tensione e un che di claustrofobico che coinvolgono lo spettatore.

Sullo sfondo la polizia belga – che cerca di venire a capo del problema ma che si sente impotente di fronte al fenomeno del radicalismo islamico molto diffuso nel Paese – e i genitori dell’aspirante terrorista che avrebbero meritato maggiore approfondimento. C’è un film nel film in The Shift, e riguarda il rapporto e il dialogo che si instaura tra il giovane e Isabelle (Clotilde Hesme) e che porta ad un finale coinvolgente. Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma del 2020.

Aldo Artosin

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