Remake di un film giapponese diventato già cult, The Ring mantiene solo in parte le promesse. Da una lato, un’ottima confezione: un buon cast (Naomi Watts – la biondina di Mulholland Drive, e il veterano Brian Cox), una regia – di Gore Verbinski, autore del meno riuscito The Mexican – attenta a ricreare atmosfere gotiche ed inquietanti, limitando l’uso di effetti speciali, sfruttando i meccanismi più classici del thriller (suspence e sorpresa) e locations azzeccate. Eppure, l’impressione dominante è quella del già visto in molti altri film del genere: sono pochi i veri colpi di scena, troppi i finali (e lascia l’amaro in bocca l’ultimo).