Tre sono i momenti dell’illusionismo, spiega Cutter (Michael Caine), costruttore di meccanismi per prestigiatori: la promessa, nel quale chi esegue annuncia cosa farà, il colpo di scena (the turn, la svolta, in inglese) che sposta l’attenzione dello spettatore, e per finire “il prestigio” vero e proprio. Con questo titolo programmatico, Christopher Nolan mette in scena ancora una volta (dopo Memento, Insomnia e Batman Begins) la storia di una spaventosa ossessione. Christian Bale e Hugh Jackman impersonano infatti due illusionisti (un inglese proletario e un ricco americano) che, partiti insieme come apprendisti, si separano al punto di odiarsi, e iniziano una competizione che va ben oltre la bravura sul palcoscenico.

Con una trama complicata che è meglio non rivelare, ricca di flash-back e colpi di scena, Nolan riesce a catturare e (è il caso di dirlo) ammaliare il pubblico, che passa i 125 minuti del film senza mai annoiarsi, preso com’è dalla bravura dei “duellanti” e dalla complessità dei loro tentativi per annullare l’altro. Senza esclusione di colpi: si va dalle pistolettate, al tradimento (grazie all’assistente/amante interpretata dalla ormai onnipresente Scarlett Johansson, che passa dall’uno all’altro per carpirne i segreti), al coinvolgimento a fini “magici” dell’unico personaggio storicamente esistito, Nikola Tesla, lo scopritore della corrente alternata; che qui viene splendidamente interpretato da David Bowie, uno dei più grandi talenti sprecati del cinema odierno.

Beppe Musicco